26
Per capire il tasso tecnico di Giacomo Raspadori bastava riguardarsi un’altra volta Inter-Sassuolo, partita nella quale su 42 palloni giocati dalla punta neroverde l’unica palla persa che ricordiamo è ancora questa. 



Avere il 100% di passaggi riusciti in una gara del genere, vista la forza dell’avversario e in particolare la fisicità della difesa di Conte, è già abbastanza significativo per un attaccante classe 2000 della sua statura. Ma la rivelazione piena del suo talento si è mostrata d’altra parte mercoledì sera. Di nuovo al Meazza, e stavolta contro il Milan. Raspadori ha giocato gli ultimi 25 minuti prendendo il posto di Defrel. L’azzurrino non ha segnato solo la doppietta della vittoria, ma ha sbloccato il gioco del Sassuolo modificandone le dinamiche interne e creando nuovi link decisivi.  

CONTRO IL MILAN -  Fino al suo ingresso in campo infatti, il Sassuolo giocava con Defrel prima punta e Djuricic trequartista e l’orientazione del gioco tendeva inevitabilmente da una parte. Il lato dove più spesso finiva il fraseggio corto degli uomini di De Zerbi era quello di sinistra, ovvero quello di Boga. Questo (non solo ma anche) probabilmente a causa del mancino del francese e della predilezione del centrosinistra del fantasista serbo. Ecco un movimento incontro di Defrel braccato da Tomori.



Di conseguenza Berardi restava come un po’ isolato, magari pronto a ricevere un cambio di campo di Locatelli o una palla direttamente dalla difesa, dunque da controllare con la schiena alla porta e con Dalot a ringhiargli dietro. Di fatto c’erano meno combinazioni corte possibili sul centrodestra. 

L’INGRESSO DI RASPADORI, TRAORÈ E TOLJAN - È stato coi cambi che De Zerbi ha vinto la partita, spostando gli attacchi e i flussi di gioco più sulla destra. E un ruolo di collegamento fondamentale perché ciò avvenisse l’ha svolto proprio Raspadori, che fin dai primi palloni toccati ha insistito molto con un certo tipo di giocata. Raspadori, molto più di Defrel, si è mosso bene nei movimenti incontro, ‘tirando fuori’ dalla loro metà campo i centrali Tomori e Kjaer. 



Dopodiché, sopravvissuto alle cariche dei forti difensori rossoneri, serviva direttamente Berardi o Toljan, innescando pericolosissime superiorità numeriche. Traorè, che aveva preso il posto di Djuricic, rispetto al serbo gravitava un po’ di più da quella parte.



Ed ecco la prima occasionissima per il pareggio. Ricevuto il pallone in fascia da Raspadori, Berardi punta Dalot e premia con un filtrante Traorè risolvendo in questo modo il 3 contro 2 davanti a sé. Il tiro di Traorè sarà solo un avvertimento.



L’AZIONE DEL PRIMO GOL - Pioli corre ai ripari, cambia Calhanoglu con Krunic per coprire meglio quel lato, ma una super giocata di Raspadori vanifica il suo accorgimento tattico. Di nuovo un movimento incontro, Tomori che esce forte sul centravanti neroverde. Qui sotto a Raspadori si aprono almeno tre linee di passaggio, quella cortissima per Berardi, quella per il sostegno Lopez (altro ingresso chiave), e l’apertura tematica per Toljan.



Lui la fa passare di lì, fra Tomori e Krunic, dove fa più male. Poi si butterà in area alle spalle del suo marcatore, perso di vista da Tomori. Sul passaggio-tiro di Toljan, saprà farsi trovare al posto giusto per insaccarla in rete.



IL SECONDO GOL - Il secondo gol, ancora più bello, nasce dalla stessa idea: fare arrivare il pallone a Berardi in maniera diversa dal primo tempo, da un angolo più pericoloso per la difesa avversaria, così che Berardi possa poi puntare Dalot, magari avvalendosi della sovrapposizione di Toljan. 



Una volta raggiunto il limite dell’area, dopo una finta, Berardi trova un varco per l’accorrente Raspadori. E qui in teoria la difesa del Milan è schierata.


Ma il giovane neroverde a questo punto mostra una delle sue doti più caratteristiche, l’agilità nello stretto combinata ad ottima tecnica. Va incontro al pallone rubando il tempo a un difensore in gamba come Tomori, poi effettua un controllo orientato con l’interno del piede per aggirarlo. Un controllo che a quella velocità di esecuzione è tutt’altro che scontato. Ed è così che, dal nulla, viene fuori il bel diagonale secco con cui Raspadori decide la partita.



L’ABILITÀ DI RASPADORI - Un’abilità, quella di arrivare primo sul pallone in un’area gremita, che contro la Fiorentina si è tradotta in un rigore procurato. Il secondo in stagione, considerando quello guadagnato al Maradona contro il Napoli.



Su una combinazione veloce innescata da Lopez e per il tramite di Defrel, Raspadori anticipa con l’esterno Pezzella e viene atterrato dal centrale viola. Insomma, decisivo anche contro la Fiorentina, il ragazzo. Per di più contro un 5-3-2 ostico da infilare. 



ATTACCHI ALLA PROFONDITÀ- Ma Raspadori non è solo il centravanti che va incontro e vuole il pallone sui piedi. Per gli attaccanti di De Zerbi è fondamentale la capacità di comprendere il gioco, l’alternanza delle soluzioni in base alla situazione, al contesto provvisorio. Se si osserva attentamente una partita di Caputo o Raspadori, ci si accorge del continuo sforzo che fanno entrambi per offrire linee di passaggio ai compagni. Soluzioni incontro e attacchi della profondità, come questo di Raspadori contro il Milan su un appoggio di Traorè per Locatelli. 



Anche quando vengono ignorati, i loro movimenti muovono la difesa avversaria e generano spazi per i compagni. In questo caso Raspadori allontana Tomori da Dalot permettendo a Berardi di andare incontro in diagonale a Locatelli, per poi giocarsi meglio l’uno contro uno o il due contro uno sul centrodestra.



LIBERTÀ E INTELLIGENZA- Se a tutto ciò aggiungete la libera interpretazione del giocatore, appunto il suo senso del gioco, avrete scelte come quella che Raspadori effettua qui sotto, contro la Roma. Una giocata quasi da falso nove, da trequartista.



Stavolta va incontro a un pallone trasmesso da Rogerio. Sente la difesa della Roma altissima ma non abbastanza addosso da non permettergli di girarsi. Così si gira. Nel frattempo sono scattati in profondità sia Lopez che Djuricic. La soluzione più immediata è servire Djuricic tra Diawara e Cristante.



La valuta, la scarta. Preferisce il filtrante verticale per Lopez, tra centrale e centrale. Il passaggio che taglia fuori oltre a Cristante e Mancini anche l’eventuale recupero di Karsdorp e Spinazzola.