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"Io sono milanista, ma la maglia a cui tengo di più è quella di Hulk del Porto". Ci svela nella diretta sulla nostra pagina Instagram Enock Barwuah, fratello di Mario Balotelli. E a quella maglia è legata anche l'esultanza di Balo dopo il gol alla Germania all'Europeo: "Un giorno Mario me l'ha regalata dopo un Manchester City-Porto e da quella volta quando giocavamo alla Play e segnavo, esultavo sempre come Hulk. Questo è uno dei motivi per i quali mio fratello ha festeggiato in quel modo a Euro 2012. Chi è più forte alla Play? Chiaramente io, Mario quando perde si inventa scuse e lancia il joystick dalla rabbia. Una volta si è inventato che gli bruciavano gli occhi... Ogni tanto prendo anche il Brescia, per fare gol con lui".

BROTHERHOOD - Dal calcio virtuale a quello vero: "Io gioco in Serie D col Caravaggio, sono arrivato nel mercato invernale e fino allo stop forzato ho avuto poco tempo per scendere in campo. Sono più veloce di mio fratello, ma lui è molto più forte. Abbiamo un bel rapporto, oltre a essere fratelli siamo anche due grandi amici. Mario è sempre stato il più forte fin da piccoli, ma quando giocavamo insieme era un'occasione per menarmi". Verità di vita quotidiana: "Non è facile convivere con lui, perché è un ragazzo carico di energia che non vuole mai stare fermo. Se stai riposando viene a svegliarti, ma è sempre stata una persona positiva e il suo ottimismo mi ha aiutato molto nella vita. In tanti lo etichettano in modo negativo, ma chi lo conosce bene sa che non è così. E' solo un ragazzo di personalità".

PERCENTUALI - Enock, il fratello di. Sempre e comunque: "Quando ero più piccolo ho vissuto male questa cosa, credo che mi abbia penalizzato tanto. Prima lo soffrivo di più, ora che sono più grande ci passo sopra. Se Mario giocasse al 100% non ce ne sarebbe per nessuno, lui invece scende in campo al 30%. E' molto sensibile, se trova una minima cosa che non va bene si abbatte e anche in partita rende meno. Non è facile gestire la pressione, lui sa che ora ha più responsabilità essendo più grande".

MERCATO - Stop. Rewind. Torniamo a qualche mese fa, quando il Brescia ha chiamato Balotelli per proporgli il trasferimento: "Io ero lì con lui. Essendo tutti e due bresciani eravamo felici, Mario non ci ha pensato un attimo ad accettare scartando tutte le altre proposte". 'Why always me?' si chiedeva Mario qualche anno fa, perché sempre lui? "Ogni cosa che fa viene vista come negativa, senza capire il motivo o come sono andate le cose. Si è creata questa situazione e deve conviverci, purtroppo la gente è ignorante. Come chi fa i cori razzisti, mi sale tanta rabbia quando vedo Mario vittima di questi episodi e vorrei essere lì in campo vicino a lui a sostenerlo. Penso servano delle punizioni più severe contro queste persone, ma devono essere loro i primi ad arrivarci usando la testa". 






@francGuerrieri