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Ho scritto un pezzo trap, anche se non so come si fa, cantava qualche anno fa Gemitaiz, in un pezzo con Fabri Fibra. E Rafael Leao ha preso in parola la ironica e metaforica barra del rapper romano. Infatti oggi esce "Beginning", il primo album del giovane attaccante del Milan. Sette tracce che si dividono tra rap, trap e drill (CLICCA QUI PER SENTIRLO).

Ascoltandolo, sorge spontanea una sola domanda: perché? E' difficile giustificare il bisogno per la scena musicale di investire in un progetto basato soltanto sull'hype che porta con se il nome e la fama di un personaggio lontano anni luce dalla musica. Soprattutto in questo periodo, reso estremamente complesso dalle misure anti-Covid, dove sopravvivere per qualsiasi artista emergente è difficile come e più di una scalata dell'Everest. 

Leao, di professione, fa il calciatore e lo fa anche piuttosto bene. E allora perché non continuare a farlo, lasciando la produzione musicale ad altri? Per la musica avrà anche passione, ma di sicuro il suo talento non è tale da garantire la pubblicazione di un album, accompagnato da ogni sorta di piano marketing e strategia di lancio. Fare musica è un mestiere e, nella maggior parte dei casi, richiede sforzi e sacrifici che non sempre vengono ripagati nonostante il talento. 
Niente da dire sul personaggio: Leao è un talento come calciatore ed è anche già un simpatico uomo spogliatoio, considerate anche le dichiarazioni divertenti sui gusti musicali dei suoi compagni di squadra, da Rebic che ascolta "una musica veramente strana, la peggiore che si possa ascoltare" a Saelemaekers con il quale vorrebbe duettare perché "ha un buon flow e sa cantare". 

Leao fa bene a divertirsi dietro a un microfono, coltivando i suoi sogni da rapper, la critica è rivolta piuttosto agli addetti ai lavori che investono su di lui. Perché di questo passo, a parti invertite, dopo questa sessione di calciomercato vogliamo vedere Salmo nuovo trequartista del Cagliari e Clementino attaccante del Napoli.