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'Di Lecce mi è rimasto nel cuore più di ogni cosa l'affetto della gente - ha commentato il cittì azzurro parlando della sfida di Via del Mare -, anche se ho avuto ricordi bellissimi in ogni città dove ho allenato'. La sua esperienza in giallorosso durò poco, complice un organico non all'altezza che precipitò in B dopo aver cambiato tre allenatori (Prandelli 1/18^ giornata, Pereni 19/21 e Sonetti 22/34): 'Sì, andai via dopo il girone di andata - ha aggiunto - un’esperienze breve ma importante'. Prandelli veniva dalle giovanili dell'Atalanta, aveva occupato la panchina della prima squadra insieme a Valdinoci, poi la chiamata del Lecce in serie A con problemi che si palesarono fin dalla prima giornata di campionato. Malgrado ciò riuscì a confezionare un pacco regalo per i tifosi giallorossi vincendo al Meazza contro il Milan. Era il 19 ottobre 1997: 'Quello è un altro bellissimo ricordo legato alla panchina leccese. Un successo contro ogni pronostico e per questo ancor più gratificante'.

Il bilancio finale di quella sfortunata esperienza fu però impietoso: 18 partite, 3 vittorie, 2 pareggi e 13 sconfitte con 36 reti subite e 13 realizzate anche se i fatti hanno dimostrato che i problemi non erano in panchina ma da tutt’altra parte. Vista l'impossibilità di continuare, con molta signorilità Prandelli strappò il contratto che lo legava al club e tolse il disturbo senza rancori. Per chi farà il tifo Prandelli domenica? Ammesso che il suo cuore batta per l'una o l'altra sponda, il commissario tecnico ora è super partes e bada esclusivamente a mettere a punto il modulo giusto per la sua Nazionale.

(Il Corriere del Mezzogiorno)