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Uno dei primi stranieri ad arrivare in Italia è stato Pedro Pablo Pasculli, grande ex del Lecce, dove ha trascorso sette anni. 'Ho avuto la fortuna di trovarmi contro come avversari gente del calibro di Rumenigge, Maradona e Zico, arrivando dall'Argentinos Juniors, che era proprio la squadra del Pibe de Oro - ha raccontato a Radio Toscana il 50enne argentino -. Avevo vinto tutto in Sudamerica prima di arrivare in Italia, e ho preferito il Lecce prima di scegliere l'Atletico Madrid, che mi voleva fortemente. Quando sono arrivato non sapevo neanche dovesse fosse la Puglia, ma sono stato felice di aver rinunciato alla coppa Intercontinentale, che avrei dovuto giocare contro la Juventus. Ai Mondiali dell'86 in Messico segnai un gol decisivo contro l'Uruguay e fu una gioia incredibile - ha aggiunto Pasculli -. E' stata una sorpresa l'eliminazione della squadra di Maradona in Sudafrica, perché era una delle formazioni favorite. Credo che al mio ex compagno di Nazionale sia mancato il tempo per amalgamare la squadra, soprattutto in difesa'.

Ma i pensieri di Pasculli si concentrano sulla sfida tra Lecce e Fiorentina di domenica prossima. 'Ho sfidato la squadra viola quando c'era Passarella, mio capitano in Argentina, e le ho segnato spesso - ha concluso l'ex attaccante giallorosso -. La Fiorentina rimane un'ottima squadra, che lotterà per un posto in Champions League. Con il Napoli è stata sfortunata perché ha subito un gol fantasma, ma a Lecce sarà durissima perché la squadra pugliese si è rinforzata. Punto molto su Piatti, che secondo me è un talento, e Jeda è un ottimo innesto; la squadra di De Canio non può permettersi ulteriori passi falsi. Un'incognita del match sarà il gran caldo che c'è in questi giorni a Lecce'.