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Che sarebbe stato un autogol lo si era capito subito, e la mancata riconferma dopo una annata discutibile lo ribadisce. Javier Chevanton non rientra nei piani tecnici del Lecce, e dovrà cercarsi un'altra squadra se vorrà continuare a prendere a calci un pallone. Ma non in serie A. La notizia, anticipata in tempi non sospetti, ha trovato puntuale conferma, e non poteva essere altrimenti per un calciatore che non ha mai avuto 90' nelle gambe, fumantino, e con una condizione fisica sempre precaria.

De Canio lo utilizzava col contagocce - 13 presenze, 2 reti ed un totale di 417' giocati -, Di Francesco pur dovendo fare i conti con un organico ultra ridotto non ha voluto nemmeno metterlo alla prova e questo, tra le righe, significa ribadire l'incapacità societaria confermata dall'ultima 'perla' della gestione Semeraro, che dopo aver rifiutato l'acquisto dello sloveno Josip Ilicic - 'Troppi 700mila euro' - e dell'argentino Manuel Lamela - 'Troppo giovane' - segnalato in tempi non sospetti da Pedro Pasculli, ha puntato dritto su un 'cavallo zoppo', Chevanton, con una operazione di marketing che si è rivelata un autentico flop. L'ultimo per fortuna.

Inutile dire che il diretto interessato c'è rimasto male, e così i suoi tifosi che continuano ad osannare e perorare la causa di un calciatore alla frutta per il quale è stata anche varata una iniziativa multimediale abortita ancor prima di nascere. Eppure 'Cheva' ha avuto il merito di firmare il gol salvezza domenica 8 maggio alle 16.25 di un Lecce-Napoli che sembrava incanalato sui binari di un pareggio inutile ad entrambi i contendenti. Grazie alla sua bordata da fuori area il Lecce mise l'ipoteca sulla salvezza. E' stato quello il suo biglietto d'addio allo stadio Via del Mare che lo aveva osannato per tre stagioni consecutive prima dell'arrivederci verso una fortuna calcistica - Monaco, Siviglia - mai arrivata per colpa dei tanti infortuni.

Ora gli rimane il dilemma se continuare a cercare un improbabile contratto nel calcio che conta, catapultarsi in Brasile per continuare a giocare nella serie B carioca (unica offerta pervenutagli), o appendere le scarpe al chiodo e divertirsi con gli amici della domenica. Comunque vadano le cose il ricordo di un attaccante rapido, veloce, intuitivo e prolifico rimarrà indelebile agli occhi dei tifosi giallorossi; la sua ultima annata e l'attuale condizione fisica possono invece svanire nel dimenticatoio insieme ai titoli di coda.