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La prima uscita ufficiale del Lecce in Coppa Italia, con la bestia nera Cittadella, lascia molti interrogativi e pochi spunti che ispirano ottimismo: innanzitutto la formazione che ha potuto schierare Baroni è già penalizzante per la mancanza di difensori centrali, a cui si è aggiunto l’infortunio di Dermaku, e l’approccio al match non è stato dei migliori tale da mettere in risalto quale fosse in campo la squadra di Serie A e quella di cadetteria. Sarà “calcio d’estate” ma in questa stagione questo non vale, tra una settimana arriva l’Inter e le premesse non sono delle migliori.

SOS DIFESA – Come si diceva, con Tuia infortunato, Baroni ha dovuto adattare Blin al centro della difesa e, dopo il forfait di Dermaku, è stato obbligato a schierare Gendrey e il francese davanti a Falcone. Nonostante l’indiscutibile sforzo della società, appare evidente che il reparto arretrato necessita di un paio di innesti che vadano a colmare sia la lacuna dal punto di vista numerico che tecnico e di carisma che è stato perso in seguito all’addio di Lucioni. Altrettanto vero, come detto da Corvino, che il mercato ha portato imprevisti come la virata di Maksimovic ma con i tempi che stringono è necessario avere dei centrali di ruolo in vista dell’inizio del campionato, soprattutto perché sarà concentrato in poche settimane. Ad oggi, è impensabile presentarsi alla prima di campionato con la coppia Gendrey-Blin (che comunque per essere adattati al ruolo hanno giocato discretamente) per fermare Lukaku e Martinez, come lo è per le sfide successive.
RICERCA DELL’IDENTITA’ – Oltre alle defezioni suddette, a sottolineare i problemi attuali è mister Baroni che afferma come la squadra ancora non sia ben collaudata, soprattutto con i molteplici innesti. Infatti, il giropalla dei salentini non è stato come quello visto lo scorso anno, salvo qualche fraseggio e giocate individuali di Strefezza e Bistrovic che sono stati gli unici ad accendere la luce insieme a qualche lampo di Di Francesco. Effettivamente, le due ali non sempre sono state nelle condizioni di poter fare male poiché servite spalle alla porta piuttosto che sulla corsa e di fronte all’avversario, limitando il potenziale che hanno nell’uno contro uno. Poco movimento o a tratti inutile, sicuramente perché ci vuole del tempo per collaudare una rosa che è praticamente nuova, ma alcuni elementi devono sicuramente alzare il loro livello per essere idonei al palcoscenico della Serie A.

BOMBER, DOVE SEI? - Nonostante i lampi di Strefezza e Di Francesco, l'attacco non è pungente e rischiano di aumentare i nostalgici di Coda vedendo le prime prestazioni di Ceesay e Colombo che ancora non sembrano avvicinarsi al livello di un numero nove che possa trascinare i giallorossi. Si spera, ovviamente, che con il tempo possa emergere un bomber degno della Serie A senza vivere di rimpianti, anche perchè "Si può sbagliare la moglie ma non il portiere e la punta" Corvino dixit. Inoltre, in tema di attacco, è sembrato strano come al posto di Di Francesco sia subentrato Listkwowski piuttosto che Di Mariano, in campo solo nei supplementari, il quale ha portato maggiore vivacità e ha anche sfiorato il gol del pareggio.