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'Piena e totale fiducia, peraltro mai messa in discussione, nei confronti dell'allenatore'. Alla vigilia del confronto Cesena-Lecce, utile solo a stabilire chi, più dell'altro, è alla canna del gas, proprietà e amministrazione giallorossa hanno fatto un 'assist' a Eusebio Di Francesco puntellandogli la panchina malgrado il cammino da retrocessione anticipata: 6 sconfitte in 9 partite, 16 gol subiti e 7 realizzati, penultimo posto in classifica, 5 diversi moduli di gioco provati fino ad ora senza successo, accuse verso i suoi giocatori - 'senza attributi' (Lecce-Cagliari) poi 'disattenti' (Lecce-Milan) e infine 'ingenui' (Palermo-Lecce) -, difficoltà nel mantenere in pugno l'organico come dimostrano le esibizioni di 'noble art' Giacomazzi-Diamoutene, Esposito-Ofere e gli accenni di rissa tra Piatti e Giandonato poi sedati, palese inesperienza manifestata in più occasioni (non ultima la sostituzione di Corvia in Lecce-Novara nel momento peggiore della partita, che ha esposto il giocatore agli improperi del pubblico).

Di Francesco diventerà un ottimo allenatore perché ha grinta e carattere, ma oggi non è quello che ci vuole per salvare una squadra nuova, giovane, che gioca in serie A. Un film già visto nella stagione 2008/09 quando Mario Beretta fu esonerato solo alla 27° giornata malgrado le palesi difficoltà evidenziate con la squadra praticamente in serie B. E l'esito infelice di quella decisione lo conoscono tutti. Ma il 'programmato incontro tra la proprietà, la dirigenza e l'allenatore dell'U.S. Lecce', come si legge nel comunicato diffuso dal club, ha ipotizzato un'altra realtà; malgrado abbia dichiarato nel giugno scorso di essere uscito di scena, in realtà Giovanni Semeraro rimarrebbe parte attiva nelle scelte e nella gestione della società.

L'azzeramento dei vertici societari con l'amministrazione controllata sarebbe dunque solo una 'fiction' che eviterebbe all'azionista di maggioranza ulteriori responsabilità dirette garantendogli il timone del club nelle scelte che contano. Di conseguenza il ruolo di Renato Cipollini sarebbe ridimensionato a compiti di ragioneria ben differenti da quelli di un amministratore delegato. E' un'ipotesi credibile? I riscontri oggettivi non arriverann,o mai ma rimangono gli indizi, tanti dubbi e punti interrogativi, come ad esempio quello che riguarda il budget. Di quanto può disporre il Lecce nel mercato di gennaio per rinforzare la squadra? A precisa domanda Renato Cipollini nei mesi scorsi si è arrampicato sugli specchi, evitando di snocciolare cifre che invece dovrebbero essere di dominio pubblico non fosse altro per trasparenza e rispetto verso i tifosi.