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Finisce il momento magico delle trasferte giallorosse e soprattutto il Lecce si schianta contro il Brescia che ora può risalire in classifica. Con il calendario più favorevole la squadra di Liverani perde quei punti di vantaggio sulla zona rossa che aveva costruito con gli ottimi risultati contro Fiorentina e Cagliari, non certo le ultime arrivate.

DIFESA SHOCK – Questa volta l’approccio alla partita sembrava promettere bene contro un Brescia in ripresa ma comunque in difficoltà di classifica. Il Lecce produce quel gioco che in molti frangenti è mancato ma a tagliare le gambe ai giallorossi sono gli errori difensivi, diventati ormai una costante di questa stagione. In una partita importante per la classifica e di cui si poteva avere il controllo, è molto grave concedere ben due reti con evidenti cali di concentrazione del reparto arretrato. Le statistiche parlano chiaro: il Lecce subisce esattamente due gol a partita e questa costante rischia di essere pagata cara al cospetto di una squadra che ha prodotto bel gioco e portato punti importanti su campi difficili ma la sconfitta contro il Brescia, e soprattutto in questo modo, complica la classifica quando invece il calendario poteva permettere un bottino più cospicuo se in una settimana affronti Genoa in casa e appunto la squadra di Corini.

MAGGIORE QUALITA’ – Ciò che è mancato negli ultimi venti metri, almeno nel momento in cui il Lecce si stava giocando la partita, è stata la qualità che fino ad ora Shakhov non ha fatto vedere così come l’apporto del resto dei centrocampisti rispetto invece al sacrificio che hanno fatto La Mantia e Lapadula. Questo per dire che ancora una volta hanno pesato le assenze dall’inizio di Farias o Falco di cui il Lecce e l’organizzazione della squadra ne hanno bisogno.

ALTALENA LECCE – Se si considerano i risultati insieme alle prestazioni il Lecce passa dal vincere a Firenze senza subire reti ad un primo tempo nullo contro il Genoa tra le mura amiche. Anche questo dato è una costante dei giallorossi che, seppur sconfitti solo dalla Lazio, dal 20 ottobre ad oggi, hanno visto prestazioni e risultati che, nel momento in cui sembravano promettere bene, hanno invece avuto uno stop non previsto. Come detto, le principali cause sono state spesso i cali di attenzione, gli approcci sbagliati alle partite e, come accaduto a Brescia, anche una sottovalutazione dell’avversario o della partita stessa. Serve ora, anche guardando la classifica, una maggiore attenzione in ogni partita soprattutto per le prossime sfide che saranno in casa e contro avversarie che lottano altrettanto per la salvezza, ossia Bologna e Udinese.