Commenta per primo

Il 2011? Un ‘Annus orribilis’ addolcito solo da una salvezza conquistata a Bari il 15 maggio con 90’ di anticipo sulla conclusione del campionato. I giallorossi escono con le ossa rotte da una stagione che si è aperta il 6 gennaio con una sconfitta (0-1 in casa col Bari) e si è chiusa a dicembre con una disfatta a Milano per opera dell’Inter (4-1) malgrado l’illusione di Muriel che aveva messo la sua ‘griffe’ sulla prima marcatura salentina.

Nel mezzo 12 mesi di progetti virtuali disattesi, gaffe societarie, malintesi, dimissioni, nuovi dirigenti che non dirigono nulla, vecchi proprietari che continuano a dirigere tutto ed attuale ultimo posto in classifica che riassume l’annata più balorda nella storia dei colori giallorossi. Le partite giocate sono state 37 con uno score da film dell’orrore: 9 vittorie, 8 pareggi, 20 kappaò e tre allenatori: De Canio, Di Francesco e Cosmi nella speranza fino ad oggi vana di raddrizzare la baracca.

A gennaio il fiore all’occhiello è stata la vittoria con la Lazio a Roma tanto bella quanto inattesa seguita nel mese successivo dalla vittoria esterna a Parma firmata da Chevanton e dal successo sulla Juventus in casa (2-0). I tifosi avevano cominciato a crederci poi, a marzo, la serie nera di alti e bassi, occasioni mancate, match ball sprecati, tanti gol incassati fino alla vittoria-salvezza di Bari conquistata contro l’avversario di sempre, sul suo terreno e davanti ai suoi tifosi grazie alla doppietta di Jeda.

Una salvezza che forse non doveva arrivare avrà pensato qualcuno. Già perché dopo quella performance inizia il calvario giallorosso che dura fino ad oggi: De Canio fa bye bye anche lui con 90’ di anticipo dopo aver capito che il progetto è buono solo come specchietto per le allodole. La società si disintegra, via i vecchi dirigenti dentro il nuovo consiglio di amministrazione che presenta la stessa virtualità del ‘progetto’ in analogia con quel C.d.A. del 21 settembre 2005 presieduto dall’avv. Sandro Caroppo. Arrivano ‘Osti & Cipollini’ rispettivamente diesse e amministratore delegato ed il loro primo impegno è tesserare l’allenatore Eusebio Di Francesco, etichetatto con troppa fretta ‘emergente’, che colleziona solo brutte figure dopo avere sperimentato senza successo ben 5 moduli diversi dallo zemaniano 4-3-3 (contro il Crotone in Coppa Italia) all’ultra catenacciaro 5-4-1 di Napoli che gli costerà l’esonero.

Il resto è storia di oggi. Lecce ultimo in fondo alla fila, futuro di squadra e società nel segno dell’incertezza con Serse Cosmi tornato nella mischia a cercare il miracolo. Ma si può?