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I primi tre punti della stagione arrivano in trasferta contornati da una prestazione convincente e in crescita rispetto alle ultime uscite che, seppur positive, avevano portato pochi punti ai giallorossi. Rispetto alla sfida precedente con il Monza, infatti, Baroni ridisegna il centrocampo con Gonzalez, dopo il gol ai brianzoli, e Askildsen che premiano le sue scelte.

IDEE DI BARONI – Il match di Salerno ha messo maggiormente in mostra l’impronta di mister Baroni che sta costruendo questa squadra su una fase difensiva ben organizzata per ripartire in contropiede con veloci verticalizzazioni. Nel match di venerdì questo è accaduto spesso sfruttando la velocità di Banda, i movimenti di Di Francesco e le incursioni di Ceesay che è stato spesso servito in profondità piuttosto che relegarlo ad una “lotta” con i diretti marcatori. L’emblema di ciò è stato il gol del vantaggio partito da un recupero palla e il passaggio in profondità, preciso e bello esteticamente, di uno che lo ha nelle sue corde come Hjulmand per Ceesay che brucia in velocità il diretto marcatore. Decisivi tutti gli undici in campo per compiere entrambe le fasi: dalle due ali che scalavano per marcare i quinti di centrocampo e la densità dei tre centrocampisti pronti a ripartire in velocità o fornire l’appoggio al tridente. Idee e schemi che non sempre si sono visti, spesso stravolti anche a causa dello svantaggio iniziale, a differenza di Salerno dove il Lecce per la prima volta ha sbloccato il match.
AMNESIE E CAMBI DECISIVI – Quanto di buono fatto ha rischiato di essere sovvertito nei venti minuti iniziali della ripresa quando il Lecce, probabilmente anche spaventato del ritorno dei padroni di casa, si è visto pareggiare il match. Infatti, i giallorossi erano incapaci di ripartire venendo meno tutti i meccanismi che tanto erano funzionati nei primi quarantacinque minuti. Certo il pareggio è arrivato sull’episodico autogol di Gonzalez ma la spinta della Salernitana aveva portato qualche occasione di troppo per Piatek e colleghi. A riaccendere la luce sono stati i cambi di Baroni (con Del Rosso in panchina causa squalifica) che si è visto ripagato la scelta dall'inserimento di due mezz’ali  fresche quali Bistrovic e Blin in grado di coniugare il passo che stava mancando oltre alla capacità di fraseggio. La squadra, infatti, alzava il baricentro e ad uscire più facilmente dalla propria trequarti culminando poi nel gol che arriva proprio dalla panchina con il ritorno in campo di Strefezza. Il gioiellino del Lecce mette a segno uno dei suoi classici gol da fuori (molto simile a quello precedente con l’Empoli) dopo un’azione costruita da lui che è partito centralmente per poi ricevere dall’altro neoentrato Gallo. Tante volte si è criticato proprio la poca efficacia dei cambi, che sono l’ancora di salvezza per cambiare le partite e questa volta hanno sortito l’effetto desiderato. Dunque, Baroni può contare, oltre allo sviluppo del gioco anche alla maggiore fiducia nei cambi soprattutto in momenti come quelli di inizio secondo tempo quando i suoi stavano concedendo troppo senza riuscire più a mettere in pratica lo spartito del mister.