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Ora che si è alzato il sipario sulla nuova Under 21 di Ciro Ferrara, i numeri spiegano meglio di ogni riflessione lo stato dell’arte del nostro pallone. Nessun processo alle buone intenzioni del ct degli azzurrini, ma una presa di coscienza sugli usi e malcostumi di chi decide il destino dei giovani italiani, questo offre l’analisi delle prime convocazioni di Ferrara. Nell’Italia che questo pomeriggio a Fermo affronterà in amichevole la Turchia solo 5 ventenni su 23 che sono entrati nell’agenda del tecnico ex bianconero hanno messo piede in serie A e ancor più povero appare lo scenario se è la media delle presenze ad entrare in gioco (meno di una a giocatore).

Ferrara e i suoi collaboratori hanno segnato sulla mappa dello stivale partite e nomi e, alla fine, la scelta è ricaduta su un gruppo formato da chi ha più benzina nelle gambe.

Così spazio all’estroso Fabbrini dell’Empoli, al rampante bomber del Genoa Destro e all’atteggiamento sicuro di Kiko Macheda del Manchester United. Ma, nella lista del ct al debutto, ecco spuntare tre ragazzi - Pinsoglio, Tattini e Romizi - che faticano in Lega Pro, l’ex C1 e C2, più una fila di Primavera come il fiorentino Campolese, il bianconero Giandonato, i nerazzurri Faraoni e Biraghi.