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"Giocherà Lemina". Martedì, in conferenza stampa, Allegri ha annunciato il ritorno in campo, da titolare, di Mario Lemina. Volontà di applicare un po' di turnover, quindi, ma anche la prima vera dimostrazione di fiducia nei confronti del gabonese da molto tempo. La stagione dell'ex Marsiglia, infatti, ha vissuto un andamento molto particolare.

DESAPARECIDO - 18 ottobre. L'ultima gara da titolare di Lemina in maglia bianconera risaliva a quasi due mesi fa. Era Lione-Juventus, con la vittoria finale dei bianconeri, ma soprattutto con la sua espulsione. Da allora, panchina con il Milan, appena 17 minuti con la Sampdoria e poi ancora tanta panca, contro Napoli, Chievo e Pescara in campionato (a cui si aggiunge l'influenza che l'ha escluso dall'elenco dei convocati per Genova) e contro il Siviglia in Champions League. Una strana sparizione, che ha fatto pensare fosse definitivamente uscito dai piani di Allegri.

IL RITORNO - Invece, rieccolo dal primo minuto con la Dinamo, in una partita semplice, ma che può servire come nuovo punto di partenza. Lui ha risposto presente, con una gara di sostanza e con qualche buona giocata che ha fatto ricordare a tutti perché puntare su di lui per il futuro, qualche mese fa, non sembrasse una follia. Ora dovrà continuare così, dimostrando giorno dopo giorno di meritarsi la fiducia della Vecchia Signora. Per dare, magari, al centrocampo, quei chili che spesso sembrano mancare. Senza rinunciare totalmente alla qualità.
MERCATO - Le prove sul campo influenzano, ovviamente, il suo ruolo nel mondo del calciomercato. Grandi prove spingono sul palco, momenti bui incatenano dietro le quinte. L'estate è stato il momento in cui il volto di Lemina era su tutti i cartelloni; lo volevano in tanti, ma la Juve ha sempre detto no. Arsenal, Leicester, Lipsia: tutti a bocca asciutta. Naturale pensare che, dietro a una simil fermezza, ci fosse l'intenzione di affidargli un ruolo importante, e così è stato all'inizio, quando Lemina ha giocato titolare sei delle prime otto gare. Poi la flessione, con la panchina prolungata e la sensazione che a gennaio qualcosa si potesse muovere con la giusta offerta (Coppa d'Africa permettendo). Il suo ritorno da titolare, ora, mischia nuovamente le carte. Perché un nuovo inizio con la Juve somiglia tanto a un categorico no a tutte le ammiratrici. Vecchie e nuove.

@Edosiddi