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Poteva essere una partita incredibilmente insidiosa per il Napoli, atteso dal banco di prova del Torino per capire quanto e come questa squadra sia davvero matura per essere la più seria candidata alla vittoria dello scudetto e invece il 3-1 finale è fin troppo stretto rispetto a quanto fatto vedere in campo.



 I ragazzi di Luciano Spalletti al Maradona hanno risposto presente fin dalle battute iniziali abbatendosi come un tornado sui granata di Juric la cui resistenza è durata in realtà soltanto 6 minuti. I primi 40 minuti della gara portano infatti alla doppietta di Anguissa e al gol di Kvaratskhelia, ma anche a un dominio senza mezzi termini sull'avversario che si aggrappa al gol di Sanabria più casuale che voluto, ma che non va mai oltre fino al triplice fischio.

1-2 ANGUISSA - Il Napoli decide di far valere la propria superiorità tecnica e atletica fin dalle prime battute e bastano solo 6 minuti ai ragazzi di Spalletti per trovare il vantaggio con un fraseggio destra-sinistra che manda sul fondo Mario Rui e sul cui cross è bravissimo Zambo Anguissa a staccare e segnare di testa all'angolino lontano. Una botta che gela Juric e il suo Toro, mai realmente in campo e pronto a soccombere 5 minuti più tardi quando Politano manda in profondità in solitaria ancora Anguissa che, dopo 30 metri palla al piede batte Milinkovic-Savic sul suo palo.

ANCORA KVARA - Stavolta il Torino si scuote e con Vlasic va vicino al 2-1, ma nel momento migliore dei granata è un altro contropiede a tutto campo a calare il tris per il Napoli: stavolta è Kvaratskhelia la lepre imprendibile che, dopo 30 metri in verticale, trova il diagonale che colpisce il palo e termina in gol per il 3-0. E con la gara che sembra destinata ad uno scontato destino è però questa volta un batti e ribatti in area a concedere la chance della speranza al Torino con Sanabria che raccoglie un pallone vagante e batte Meret per il 3-1 all'intervallo.
CAMBI E PARATE - Nella ripresa Spalletti abbassa i ritmi e allarga il campo, ma sono ancora i suoi i più pericolosi con Politano che sfiora il gol con un sinistro a rientrare e con Raspadori che chiede un rigore per un contatto con Lukic non concesso dall'arbitro. I cambi rallentano ancora i ritmi e così sono solo azioni estemporanee come quelle di Radonjic e Lozano, su cui volano Meret e Milinkovic-Savic a far sussultare i tifosi di un Maradona in delirio.

IN VETTA - La gestione fino al fischio finale degli azzurri infatti funziona alla perfezione e il triplice fischio di Massimi regala alla banda Spalletti la sesta vittoria consecutiva (fra campionato e Champions League) e un'altra settimana in vetta alla classifica guardando con serenità agli scontri delle rivali.