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Livorno rinasce, nel calcio e nella musica. Nella città toscana è in corso il "Cortomuso Festival", una nuova rassegna che prende il nome da un termine dell'ippica tanto caro all'allenatore livornese della Juventus, Massimiliano Allegri. I concerti all'Ippodromo Caprilli sono iniziati venerdì scorso con Lo Stato Sociale, poi sabato è toccato agli Psicologi, domenica a Bobo Rondelli, lunedì a Willy Peyote e ieri ai Modena City Ramblers. Questa sera è il turno di Bobby Solo, giovedì ci sarà Nada, venerdì Iosonouncane, sabato i Coma_Cose e domenica Manu Chao. 

Mentre Roma è uscita dalla corsa per ospitare l'edizione 2022 di Eurovision (restano in lizza Milano, Torino, Bologna, Rimini e Pesaro) il mondo della musica piange Charlie Watts: il batterista dei Rolling Stones si è spento ieri all'età di 80 anni


Intanto è nata una nuova società calcistica. Dopo l'ultimo posto nel girone A della Serie C, il Livorno è stato escluso dal Campionato Nazionale Dilettanti (Serie D) per il "mancato assolvimento degli obblighi finanziari e l'assenza di un impianto di gioco comunale (lo stadio Armando Picchi, nda)". La commissione creata dal sindaco Luca Salvetti ha deciso di affidare il neonato club (Unione Sportiva Livorno 1915, che riparte dall'Eccellenza) all'ex presidente del Prato, Paolo Toccafondi. Il quale ha scelto l'allenatore Buglio, il direttore sportivo Pinzani e come club manager Igor Protti.

Venti stagioni fa (esattamente il 5 maggio 2002, una data funesta per gli interisti e tanto cara agli juventini) il Livorno vinse il campionato di Serie C1 all'ultima giornata. Protti si laureò capocannoniere del torneo, per poi concedere il bis l'anno dopo in Serie B e diventare così il primo giocatore nella storia del calcio italiano a vincere la classifica marcatori in A, B e C. La stagione successiva (2003-2004) arrivò la storica promozione in Serie A con Walter Mazzarri in panchina, un giovanissimo Giorgio Chiellini in difesa e in attacco la coppia Igor Protti-Cristiano Lucarelli, autori di ben 53 reti in due.
Indimenticabile la prima giornata in A contro il Milan: 2-2 con doppietta di Lucarelli (capocannoniere con 24 gol) e 10mila tifosi livornesi a San Siro con tanto bandana per prendere in giro il presidente Silvio Berlusconi. L'anno dopo (anche grazie alle penalizzazioni di Juventus, Fiorentina e Lazio per lo scandalo Calciopoli) arrivò la qualificazione in Coppa Uefa. Battuti gli austriaci del Pasching al primo turno, il Livorno superò anche la fase a gironi con un gol del portiere Amelia al Partizan di Belgrado per poi venire eliminato ai sedicesimi di finale dall'Espanyol.

Nella stagione seguente, senza Lucarelli ceduto allo Shakhtar Donetsk, la squadra retrocesse in B per poi tornare subito in A con Tavano capocannoniere e retrocedere nuovamente dopo il ritorno di Lucarelli e la cessione di Diamanti al West Ham. La pagina più triste fu la morte di Morosini in campo a Pescara il 14 aprile 2012. Un anno più tardi arrivò l'ultima promozione in Serie A, nel 2014 la retrocessione in B e nel 2016 quella in C.

Nel 2018 il ritorno in Serie B, dove la panchina di Cristiano Lucarelli dura soltanto per dieci giornate: al suo posto Breda centra la salvezza. Nel 2020 il Livorno retrocede in Serie C e, dopo 21 anni di presidenza, Aldo Spinelli cede la società a una cordata di imprenditori capeggiati dall'ex presidente del Frosinone, Rosettano Navarra. L'ultima stagione è fallimentare e la società viene messa in liquidazione. E ora la rinascita in Eccellenza: buona fortuna Livorno.