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Sarà quel cerchio alla fine di ogni partita, oppure la  suggestiva atmosfera dell'Armando Picchi da un anno e mezzo accompagnata dalla mano di Morosini, ma in casa Livorno qualcosa di magico c'è. Nelle settimane che hanno preceduto la chiusura del mercato se avessimo chiesto a qualcuno di alzare la mano per palesare il proprio ottimismo avremmo preso atto di una platea vuota, invece oggi, evidentemente, qualcosa è cambiato. Forse in maniera effimera, perchè i tempi duri verrano, o forse in maniera sempre più costruttiva, però i sei punti conquistati alla seconda e alla terza giornata contro il Sassuolo e il Catania rappresentano qualcosa di più rispetto a semplici chiacchiere. Portano in dote un segnale importante, di coesione e di lavoro, di applicazione, coralità e maturazione.

La rosa a disposizione di Davide Nicola, scorrendo nome per nome, non è certo una di quelle che fa sobbalzare sulla sedia, soprattutto se ci mettiamo a fare dei paragoni con le altre concorrenti per la corsa salvezza ma questo, come noto, non deve spaventare. Il lavoro fatto lo scorso anno non è rimasto chiuso dentro uno spogliatoio, ma è emerso, è venuto fuori, nonostante siano cambiati gli attori protagonisti. Lo spartito, in ogni caso, non è mutato, ma è il solito. Tutti uniti, verso un obiettivo, con la grande capacità da parte della dirigenza e dello staff tecnico, oltre che dei compagni rimasti, di inculcare nella testa dei nuovi arrivati lo stesso imprinting. Una vittoria del gruppo, per adesso quantomeno.

Quello che succederà da qui alla fine della stagione non è dato sapere, è ovvio. E' lecito però a questo punto pensare che le differenze di fine agosto si siano leggermente assottigliate con le nuove certezze di metà settembre, tutto mantenendo equilibri e razionalità. Le prossime otto-nove gare ci regaleranno un disegno ancor più chiaro della circostanza: sarà magico anche questo?