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L'attaccante spagnolo della Juventus, Fernando Llorente ha dichiarato in un'intervista a Tuttosport: "In 9 anni di Athletic Bilbao ho vissuto tanti derby dei Paesi Baschi con la Real Sociedad, che ha anche grandi implicazioni sociali e politiche. Ne ho già attraversati di derby caldi, la rivalità sportiva è simile a quella che si sente a Torino. Mi farebbe tanto piacere segnare, perché mi piacciono da morire queste partite così calde, così attese, così differenti dalle altre. Così speciali. Per cui anche ogni gol è speciale. So bene quanto ci tengono i tifosi. In qualche modo il Toro è nel mio destino. Ho sempre amato la corrida. Ne ho viste tantissime fin da bambino. Mio padre faceva il macellaio, mi portava sempre con sé. Dopo le corride macellava gli animali morti. Aiutavo gli adulti a spostare le carcasse, prendevo anch’io il toro per una zampa. L’abitudine mi ha tolto ogni paura. Non mi impressionavo a vedere il toro morire nell’arena, a vedere tutto quel sangue dopo, quando veniva squartato. Mi pareva tutto naturale. Per me era solo un divertimento andare alla corrida". 

BIELSA e CONTE - "Mi aspettavo un grande lavoro, ma non credevo così tanto. Per fortuna a Bilbao non solo con Bielsa ero abituato a lavorare parecchio e ciò mi ha aiutato ad abituarmi prima ai metodi di Conte. Devi pensare solo al calcio, prepararti, riposare e mangiare bene. Bielsa e Conte sono molto differenti. L’argentino mi ha insegnato molte cose a Bilbao, mi è servito per migliorare anche adesso per metter ancora più a frutto la lezione di Conte, fortissimo come allenatore. Si porta dietro tanta esperienza da giocatore, vede le cose prima che succedano in partita. Ti avverte in anticipo, ti mette in guardia. Ti aiuta a non sbagliare, a scegliere la strada migliore prima degli altri. Vive tantissimo il calcio, trasmette energia e una voglia di vincere così... gigantesca, che poi ti fa davvero vincere". 

POGBA e PIRLO - "Paul è una grandissima persona. Dividiamo la stanza in ritiro, trasmette sempre allegria, ti fa ridere, ti aiuta a superare le tensioni. E’ importante saper ridere. Diventerà sempre più forte, Pogba. Sa che potenziale ha. E ha testa, non si monterà. Sa che deve ancora lavorare tantissimo per diventare ciò che può diventare. Può farcela anche ad arrivare al Pallone d’Oro. Ma deve dimenticare tutto ciò che ha fatto finora e continuare a lavorare per crescere. Il Pallone d’Oro non deve diventare un’ossessione per lui. Continuando a fare una vita tranquilla ce la può anche fare. Però poi dipende anche dai rivali che trovi. Per dire: da anni dominano Messi e Cristiano Ronaldo e anche un Pallone d’Oro potenziale come Pirlo resta dietro. E dire che è impressionante per come fa girare la squadra. Migliora il rendimento di tutti noi. Fa correre la palla con una velocità straordinaria. Ti accorgi davvero di lui quando non c’è. E pensi: mamma mia quanto è importante".
TEVEZ - "Siamo molto differenti, forse anche per questo formiamo una bella coppia. Lui è più aggressivo di me, si muove di più, è più piccolo, si tocca con mano la sua voglia di impressionare, di fare gol. Il nostro obiettivo è aiutare la squadra a vincere il campionato e l’Europa League". 

OSVALDO - "Nessuna gelosia. Osvaldo è un grande, sono contento per lui. Capisco la sua gioia di essere arrivato in uno squadrone come la Juve: è la mia stessa soddisfazione. E qui c’è spazio per tutti, tutti sono importanti e Conte ha bisogno di tutti". 

MORATA - "E’ un grandissimo attaccante, basta vedere cosa ha fatto nell’Under 21. Non è facile emergere dal vivaio del Real Madrid e raggiungere la prima squadra così giovane, anche se non riesce ancora a giocare tantissimo. Gli dispiace ed è comprensibile. Ma pure lui sa che il Real cerca sempre di avere i migliori giocatori al mondo e non è facile incunearsi. Morata col pallone sa fare cose incredibili. E’ forte, ha la giusta cattiveria agonistica".