1059
L’acquisto di Maignan da parte del Milan non porta vantaggi alla squadra rossonera: il francese è un buon portiere e probabilmente è destinato a crescere, ma non è paragonabile a Donnarumma (il quale già oggi è uno dei migliori tre al mondo, in attesa di diventare il numero uno). Sarebbe sbagliato però vedere tale cambiamento nell’organico solo dal punto di vista tecnico, attribuendogli quindi una valenza negativa. Anzi, c’è un aspetto perfino più importante nel quale il Milan esce rafforzato.

Il Milan, chiudendo in questo modo l’uggioso braccio di ferro con Donnarumma (e soprattutto con il suo procuratore Raiola), dimostra di essere una società solida, con le idee chiare e l’atteggiamento giusto per fronteggiare le difficoltà. Se ci pensate, i dirigenti rossoneri sono stati davvero abili: hanno tenuto il più possibile ovattato l’ambiente in attesa della partita decisiva con l’Atalanta, hanno fatto in modo che non ci fossero distrazioni di alcun genere, e il giorno successivo la conquista della Champions hanno portato a Milano il sostituto del loro gioiello. Un messaggio al mondo, ma anche a Raiola: tutti sono importanti, e Donnarumma è importantissimo, ma un grande club deve avere la capacità di saper andare oltre qualsiasi campione.

Certo, se l’obiettivo della Champions fosse stato fallito sarebbe stato tutto più difficile. Ma oggi questo conta zero. Vale invece tantissimo la mossa del Milan sul mercato: perde Donnarumma - a meno di sorprese che sarebbero davvero clamorose - eppure merita una considerazione perfino superiore rispetto a quella di cui godeva con Gigio. Perché i calciatori contano, ma la società di più.

@steagresti