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Continuano a svolazzare corvacci neri sopra la panchina di Beppe Iachini. Soltanto un pari (2-2) sul campo di Cesena, due volte avanti dopo 3 minuti e mezzo di gioco sullo Spezia, e per poco gli Aquilotti di Italiano (che fu giocatore di Iachini ai tempi del Chievo) nel finale non capovolgono il risultato. Le ombre di Sarri e Spalletti aleggiano come spettri e questo pareggio “regalato”, eppure meritato dalla squadra ligure, è davvero un pessimo segnale di allarme per l’allenatore col cappellino.

Pronti via e dopo tre giri e mezzo di cronometro la Viola, in una inguardabile maglia rossa con una croce sul petto, schizza avanti di due gol. Al minuto 1 e 48” Pezzella, libero come un fringuello nell’area piccola, inzucca nel sacco un corner di Castrovilli. Al minuto 3 e 30” Biraghi, imbeccato da un lancio trasversale di Lirola, scaraventa dentro la porta dell’esordiente Provedel un fendente senza misericordia. Partita in netta discesa per la Viola che non avrebbe che da amministrare il doppio vantaggio facendo valere il superiore tasso di classe, incarnato da Ribery, Castrovilli, Amrabat (nel ruolo non proprio congeniale di meneur de jeu, sì insomma di regista) e compagnia bella. Senza però traccheggiare cercando viceversa di affondare colpendo ancora uno Spezia in balia dei marosi per l’intera prima mezz’ora del match.

Lo Spezia tramortito dal doppio ko annaspa, alla ricerca del filo del gioco smarrito. Confeziona, è vero, una palla-gol con Gyasi (assist perfetto per Piccoli che oltre il dischetto manca l’impatto) ma patisce i contrassalti viola. Piano piano però si risistema, anche mentalmente, e riemerge e ritrova misura, distanze e schemi di manovra. Di riflesso la Fiorentina si allunga e si rilassa, non cerca più le imbucate sulle punte, l’evanescente Vlahovic in realtà canta e porta da solo la croce, e fatalmente finisce per incassare il gol. E’ il minuto 39 e Verde approfitta di un buco clamoroso di Caceres sull’out di sinistra della Fiorentina (lancio verticale di Sala), si lancia nella prateria sguarnita, stringe e calcia col sinistro, il suo piede d’oro, infilando Dragowski in diagonale. Proteste dei Viola per una presunta posizione di fuorigioco del piccolo esterno spezzino, ma il Var considera un intevento, ancorché sbagliato, la giocata di Caceres e dunque Manganiello convalida. Castrovilli e Lirola avrebbero in fulminea sequenza la palla del 3-1 ma in mischia se la divorano. E così dall’intervallo in avanti nasce un’altra partita.

Italiano finalmente tira via Piccoli, incorporeo e troppo acerbo per uccellare Pezzella, e butta dentro Nzola, un Lukaku di provincia che si mette a seminare spallate e tackle furibondi e alza notevolmente il baricentro del gioco spezzino. La Fiorentina rincula e si allunga e si capisce che la vittoria salva-Iachini non è più in cassaforte. Castrovilli, è vero, da cinque metri cinque dalla linea di porta, manca l’impatto col pallone servito al bacio da Ribery, e da lì in poi lo Spezia cambia marcia. Italiano opera un triplo cambio (19’): fuori Sala, Deiola e Verde, dentro Ferrer, Agudelo (un ex col dentino avvelenato) e Farias. Trazione tutta anteriore per gli Aquilotti che difatti producono subito una palla-gol pulita pulita: Nzola ruba palla a Pezzella sulla trequarti e serve Farias, precipitosa e fuori bersaglio la conclusione del brasiliano ex Cagliari.

In mezzo al campo la verve di Ricci, Acampora e e Agudelo ha ragione dei tocchi vellutati di Castrovilli, Bonaventura e Amrabat, il gioco in punta di bulloni non paga più, opposto al furore pedatorio dei tre dirimpettai in maglia bianca. La sfortuna elimina dal campo Pezzella, che esce infortunato, lo sostituisce Igor con Caceres che passa a fare il difensore centrale. Ma non è la stessa cosa. Esce anche Vlahovic, dopo l’ennesimo svarione in attacco, entra Cutrone che ridà linfa alle azioni offensive della Fiorentina. Ma è scritto che Iachini questo match non lo vinca. Un fortunoso flipper in area di rigore, protagonisti Acampora e Nzola, libera al tiro Farias, decentrato a sinistra, La puntatina del brasiliano manda il pallone nell’angolino lontano dove Dragowski non può neppure tentare di arrivare: 2-2. Iachini le prova tutte e finalmente dà spazio a Callejon, rimasto mestamente a scaldare la panchina per 77’. Con lui al posto di Bonaventura, Pulgar subentra a Castrovilli. Dalla parte opposta spazio a Dell’Orco per l’esordiente Bastoni che aveva cominciato stendendo tappeti rossi a Lirola per poi riprendersi la fascia difensiva mancina. Ultimo cambi, Kouamè per Ribery e Fiorentina avanti tutta, con Callejon curiosamente schierato da Iachini alle spalle delle due punte Cutrone e Koumé, un po’ alla Mertens, insomma. Proprio lo spagnolo al minuto 43’ ha sui piedi il pallone del 3-2 ma Provedel in uscita bassa gli nega la gioia del gol. Un minuto prima Nzola aveva fatto volar via il cappellino a Iachini calciando in giravolta appena appena sul fondo. 

Giusto così, insomma. La difesa della Fiorentina (una vittoria, due sconfitte e questo pareggio) non assomiglia ad un bunker e davanti beh, davanti i tre centrattacchi di ruolo (Cutrone, Kouamé, Vlahovic) non convincono Iachini che li alterna e non li mette in condizione di giocare assieme, almeno due di loro. Tenere un allenatore sula graticola è una pessima abitudine italiana. Se Commisso non ha più fiducia in Iachini, lo esoneri seduta stante. Altrimenti lo sostenga al 100% e metta fine al chiacchiericcio sui suoi successori. Nello Spezia, che pagava pesanti assenze (Galabinov, Maggiore, Marchizza, Mattiello, Mastinu), la mano di Italiano è sempre ben visibile. La squadra sconta l’apprendistato alla Serie A (i due gol subiti, regali infiocchettati) ma ha personalità e non teme niente e nessuno. La ricerca del gol attraverso il gioco, sembra banale ma è la ricetta della felicità.



IL TABELLINO


Reti: 2' Pezzella (F), 4' Biraghi (F), 39' Verde (S), 75' Farias (S)

Spezia (4-3-3): Provedel; Sala (64' Ferrer), Chabot, Terzi, Bastoni (78' Dell'Orco); Deiola (65' Farias), Ricci, Acampora; Verde (65' Agudelo), Piccoli (55' Nzola), Gyasi. All. Italiano

Fiorentina (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Pezzella (71' Igor), Caceres; Lirola, Bonaventura (78' Callejon), Amrabat, Castrovilli (78' Pulgar), Biraghi; Ribery (86' Kouamé), Vlahovic (71' Cutrone). All. Iachini

Ammoniti: Deiola (S), Chabot (S), Bonaventura (F), Lirola (F).