E’ cominciata la settimana che porterà alla partenza delle magnifiche 7. Sono le partite di campionato e Europa league, prima della sosta di ottobre, che aiuteranno a capire quale potrebbe essere il cammino italiano e internazionale del Milan 2018-2019. Settimana che è cominciata con una bella notizia, almeno sul piano dei sentimenti. La Gazzetta dello Sport, a pag 22, titola "Futuro San Siro. Incontro col Milan per 99 insieme". Insomma si andrebbe verso una concessione, da parte del Comune, quasi secolare. Ma è una notizia bella per il cuore, ma magari meno per la ragione?

In casa mia, (mio figlio) quando si parlava di un futuro, nuovo impianto dove avrebbe giocato la squadra rossonera, l’irritazione era forte. Troppo l’amore per San Siro, il tempio laico dove si consumavano i tradizionali riti domenicali, dove il Milan ha costruito la sua storia, le sue vittorie, i suoi trionfi. Con quelle immagini sbiadite, che risalgono ai tempi della sua inaugurazione, con i cappotti pesanti anni’50, indossati dai tifosi milanisti, immortalati nelle fotografie in bianco e nero, solo le foto però!. Quella segatura nelle aree di porte, che veniva sollevata dalla potenza di Nordhal o di Altafini, o accarezzata dai piedi morbidi di Rivera. Poi le prime immagini a colori rossoneri, con i tifosi della Curva, i Commandos, la Fossa, le Brigate, in differenti angolo dello stadio, prima di occupare la ormai leggendaria Curva Sud. Gli striscioni del tifo organizzato, fra i primi il Milan Club Arcore, un segnale esoterico di quello che poi sarebbe venuto, grazie a un imprenditore che viveva da quelle parti. Insomma, San Siro deve rimanere lo stadio del Milan!!

Gli esperti, i gran conoscitori di marketing e sviluppi strategici del brand, però mi mettevano delle pulci nel …cuore, confortati dai numeri che vengono da Torino, dalle cifre che riempiono le casse dalla inaugurazione dello stadio bianconero. Denaro fresco e tanto che viene collegato allo strapotere juventino di questi anni. Allora nasce la tentazione di far prevalere la parte emozionale del nostro animo, oscurando quello che urla il cuore. Vuoi vedere che se il Milan costruisse uno stadio da 65 mila posti ultramoderno, funzionale, da ultima generazione, da 0.4 (non ho mai capito il significato di 0.2-0.3 etc.  etc., ma fa tendenza, allora lo scrivo anch’io), tornerebbe a vincere e a conquistare Scudetti e Coppe? Lascio aperto il dibattito ai commenti, ma, senza influenzare i giudizi, passo qualche minuto nel Museo di Casa Milan e mi specchio nei trofei lucenti, che abbelliscono le pareti. Trofei vinti nel nostro vecchio, caro San Siro!

Poi, rifletto, non è che l’Arsenal nel suo nuovo Emirates Stadium abbia poi ottenuto tutti quei successi, mentre, giocando nel vecchio Santiago Bernabeu, il Real si è portato quattro Champions League in 5 anni. Forse più che lo stadio nuovo, i sedili comodi, le strutture funzionali a vincere sono i giocatori bravi e forti che si possono acquistare con una politica intelligente di scouting, con una significativa accelerazione della parte legata al fatturato, grazie a una proprietà ricca e innovativa. Sta lavorando bene in questo senso il fondo Elliott che vuole riportare il Milan presto lassù, dove vuole la sua Storia. Il dibattito è aperto, un dibattito che forse si riduce a una domanda: Cuore o Ragione?