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"Trattenere sia Tare che Inzaghi? Nessuna fatica. Era naturale che restassero. Sono qui da tanti anni e i rispettivi cicli non sono certo finiti". Parola di Claudio Lotito. In una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, il presidente della Lazio parla della conferma del tecnico, sul quale c'erano tanti rumors, e del ds, per il quale il Milan è uscito allo scoperto: "Io interpellato? No. E la cosa non mi è piaciuta. Noi non ci saremmo mai permessi di contattare un tesserato di un altro club. Ma ognuno ha il suo stile...".

TARE - "Ha preferito restare? Scelta logica. In questo momento la Lazio è una società più strutturata di quella rossonera. E poi qui il lavoro che ha da fare sarà sempre maggiore. La Lazio è una società dalla catena corta, qui si lavora bene. Oltre a Tare e Inzaghi c’è anche Peruzzi. Sono felice che anche lui resti".

TARE E INZAGHI - "Tare voleva continuare a giocare. Gli dissi: “Ti rinnovo il contratto, ma per fare il d.s.”. Restò incredulo, ma sin dal primo giorno dimostrò che la mia scelta non era sbagliata. In quanto a Inzaghi, il suo arrivo sulla panchina parte da lontano. Quando accettò di spalmare il contratto gli dissi: “Cosa vuoi fare quando smetti? L’allenatore? Ti darò questa possibilità”. Poi lui si è meritato tutto. Inzaghi già in prima squadra nel 2014? Sì, ci pensai. Adriano (Galliani, ndr) proprio quell’estate aveva affidato il Milan a Pippo Inzaghi. Mi suggerì di mettere Simone in panchina, ma non era ancora pronto".​

INZAGHI - "Bonus scudetto nel contratto, non è più tabù? No, altrimenti non l’avremmo messo. L’organico è cresciuto, giusto porsi obiettivi ambiziosi. Ricordando che il divario economico con certi club è enorme. Per colmarlo servono idee e organizzazione".

MILINKOVIC - "Alla Lazio teniamo solo chi ha il piacere di restare. Se il giocatore manifesterà l’intenzione di intraprendere nuove avventure non ci opporremo. A che prezzo? Le trattative non si fanno sui giornali. Mi limito a ricordare che è stato giudicato il miglior centrocampista della Serie A".

LUIS ALBERTO - "Resta? Vediamo. Se c’è una cosa che nel mondo del calcio non manca sono i giocatori...".

CASO TOTTI - "All’inizio della mia gestione ebbi un problema analogo (la permanenza di Di Canio, ndr). Presi una decisione (non confermarlo, ndr) e andai avanti assumendomene la responsabilità e pagandone le conseguenze. Si deve avere il coraggio di fare scelte nette".

PIANO ECA-UEFA - "Nell’ultima assemblea hanno votato contro 18 squadre di A, comprese le tre retrocesse e le tre promosse, quattro le astenute tra cui la Fiorentina che stava cambiando proprietà e una sola a favore la Juve di Agnelli, presidente Eca... Cosa vogliamo? Difendere il nostro campionato, la meritocrazia, il valore sociale e culturale del calcio in Italia, l’interesse del pubblico. Le offro un dato: Lazio-Atalanta finale di Coppa Italia è stata più vista di Liverpool-Tottenham finale di Champions. Anche le grandi partite internazionali non potranno mai sostituire l’interesse per qualcosa che fa parte della nostra storia, dei nostri campanili. Il calcio non può essere solo business e sfide tra pochi grandi club pieni di stelle. Si è creato un grande movimento europeo. Di cui l’Uefa non può non tener conto. Le 5 leghe più importanti (Inghilterra, Spagna, Germania, Italia, Francia) hanno votato compatte contro".