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La Lazio la definiva una 'Ferrari', e in molti ridevano. Ora Lotito si gode i suoi ragazzi al secondo posto in classifica. A Il Messaggero, il n.1 biancoceleste racconta le sue sensazioni: "Io ci metterei insieme la frase in cui ricordavo, eravamo in crisi, che era finita la stagione dei diritti e cominciava quella dei doveri. La svolta nel gruppo arriva proprio quando tutti hanno cominciato a capire questo: niente rendite di posizione. Devo dare atto ai miei giocatori di aver rispettato chi li rispettava e si stanno comportando da grandi professionisti e da gente di famiglia". 

RETROSCENA LOTITO - Lotito svela un retroscena: "La più grande soddisfazione della partita di domenica non sono i messaggi e le telefonate, ma la mia entrata negli spogliatoi dopo il 90’: entro e vedo 5 o 6 giocatori arrivare verso di me, piani di adrenalina. Urlavano: visto, presidente, abbiamo fatto quello che hai detto; hai visto presidente, hai visto! Urlavano come matti. E stanno facendo quello che ci siamo detti". Tante telefonate dopo la partita: "Tantissime, da laziali, ma molti non laziali. La verità è che ci chiedono di rompere il monopolio della Juve, di battere l’Inter. Tifano noi tutti quelli che non tifano Juve e Inter".

In tanti vogliono Milinkovic: "Mi fa molto piacere sentirlo parlare di famiglia laziale. Noi abbiamo trattato bene lui: abbiamo rivisto il suo contratto più volte, lo abbiamo fatto sentire importante per noi. Stiamo crescendo tutti insieme".

INZAGHI E IL TURNOVER - Con Inzaghi e Tare c'è fiducia: "Alla Lazio si sa che comando io, ma il merito più grande è stato sempre quello di saper scegliere le poche persone di cui fidarmi. Inzaghi? Simone ha capito tante cose ed è molto migliorato in questi anni insieme: ha capito che per andare così avanti, serviva coinvolgere di più ogni pezzo della nostra rosa. L’ha fatto, in particolare in questa stagione, e i risultati si vedono. Tutti si sentono importanti e… indispensabili. Sanno che il tecnico li vedrà. Il turnover era una cosa imprescindibile, ha accettato il rischio e ha cambiato alcune sue convinzioni. Ed è diventato grande. I suoi giocatori gli stanno dando tutto, è evidente".

LAZIO FAMIGLIA - Il segreto della Lazio è la famiglia: "È vero, confermo. E le racconto una cosa: molti di loro si frequentano tanto fuori dal campo e si divertono insieme. Mi chiamano per raccontarmi gli scherzi che si fanno. In pratica sono un loro confidente, oltre che pater familias. Quello che mi sorprende di questo gruppo è che non vige il “mors tua, vita mea”, sembrano in competizione solo con gli avversari non con il compagno che gioca. E questo deriva dalle scelte e dalla gestione nuova di Inzaghi".

CAMBIAMENTO TOTALE - Formello sta cambiando: "Un giorno vi faremo vedere come abbiamo rivoluzionato il nostro quartier generale: ho preso tanti dei suggerimenti che mi arrivavano proprio dai giocatori. E loro si sentono tutelati: ecco la parola chiave. Alla Lazio si sentono tutelati da me e dalla nostra struttura. Sanno cosa si devono aspettare. Sanno che per me non sono oggetti agonistici: che se non stanno bene, non giocano. Che abbiamo voglia di curarli dal punto di vista fisico, psicologico, familiare". 

LOTITO PENSA AL LAVORO, NON ALLO SCUDETTO - Il presidente, al fischio finale, non si è dato ai festeggiamenti: "In campo si divertono loro, sugli spalti i tifosi, io lavoro. Eppoi, ricordatevelo sempre: Lotito è un animale a sangue freddo". E lo Scudetto: Quello mi chiedevano al telefono da Milano, dal Sud… Io penso alle cose concrete, non ai sogni"