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  • Lotta, corre, punge:| Come cresce Cassano

    Lotta, corre, punge:| Come cresce Cassano

     

    È ora di scendere dalle montagne russe, Antonio. Perché adesso due indizi fanno(quasi) una prova. Udinese  e Cesena hanno certificato ciò che Allegri sta raccontando da giorni a proposito di Cassano: più gioca, più gli fa bene. Allora basta con l’altalena. Il Milan di questi tempi ha bisogno di certezze e continuità, soprattutto
    in attacco. E ieri sera Antonio per qualche minuto, prima che entrasse Inzaghi, là davanti si è ritrovato completamente solo. Per qualche giro di lancetta il Milan ha giocato come Berlusconi e Galliani non vorrebbero mai vederlo: affidato a un solo attaccante. Lavoro oscuro Cassano non si è scomposto. Ha cercato di indirizzare i palloni dove e come gli piace di più, ha provato a far salire la squadra. Ed ecco la grande novità: ieri sera c’è riuscito. Lo si è visto subito, quando ha incollato il pallone alla suola e
    si è preso un calcione da un avversario dopo pochi minuti. Possesso palla e avversario costretto al fallo: è anche questo il lavoro che deve fare un valido attaccante. È il mestiere oscuro che vale quanto un numero otto porta. Fino ad ora non c’era mai riuscito, ieri ha rotto ilghiaccio.  Fino in mediana Questo vuol dire una cosa sola: la condizione sta crescendo. Soprattutto, è significativo un altro fattore: Cassano ha trovato una prestazione ragguardevole senza fare ciò che aveva fatto sin qui. Non ha segnato e non ha regalato assist, eppure è stato fra i migliori. In un paio di occasioni lo abbiamo visto tornare a lottare fino alla mediana, sradicando palloni dai piedi cesenati. Lo abbiamo visto pure svariare da destra a sinistra e cercare il dialogo con El Shaarawy. La coppia rossonera made in Italy non ha lasciato una traccia indelebile, perché il Faraone ha giocato un po’ più a nascondino rispetto a mercoledì scorso. Ma Stefano — come lo chiama Allegri — è giovane e ha davanti a sé tutto il tempo. Più importante allora che abbia risposto presente Cassano. Conferma Allegri: «Antonio ha fatto un’ottima partita, giocare gli fa bene. Sono contento che sia rimasto con noi. El Shaarawy è andato meno bene rispetto all’Udinese ma è un ragazzo e gli va dato il tempo di crescere. Sono contento lo stesso di quello che ha fatto». Pastiglie La non-stop di Cassano comunque è destinata a continuare. È da questa estate che Antonio ha campo libero per esibirsi e convincere i suoi allenatori di riferimento — Allegri e Prandelli — a puntare su di lui. Ad agosto toccò a lui perchéi brasiliani  erano in vacanza, ora tocca a lui perché sono infortunati. Il succo non cambia: occorre dimostrare che il Milan può fidarsi di lui, e partite come quella di ieri fanno dimenticare il buio di Barcellona e Napoli. Anche a costo di ingoiare un paio di pastiglie, come ieri sera, contro il bruciore di stomaco prima di scendere in campo. Rosell scarica Ibra Intanto, in attesa che Ibrahimovic torni a figurare nella lista dei convocati,
    a Barcellona si parla ancora di lui e della sua esperienza poco felice in blaugrana. Il presidente del Barça, Sandro Rosell, davanti all’Assemblea annuale del club, non ha usato mezzi termini per riassumere l’affare che
    portò lo svedese dall’Inter in Catalogna: «Ibrahimovic è stata la peggior operazione nella storia del Barcellona». Quel che si dice mettere la croce sopra un affare. Rosell più che alla parte sportiva si riferisce  ovviamente  a quella economica, dal momento che Zlatan arrivò a Barcellona per oltre 80 milioni di euro e tolse il disturbo con destinazione Milan per 24.      

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