32
La Lazio ha vinto grazie a Luis Alberto, autore del gol dell’1-0 e protagonista di un’altra partita del suo livello. Ha vinto cercando di non pensare alle fatiche di martedì col Borussia e pensando invece alla fatica che l’aspetta mercoledì a Bruges. E’ rimasta a lungo a metà strada, fra spendere tutto, perché il campionato in caso di mancata vittoria non l’avrebbe aspettata, e risparmiare qualcosa, perché la Champions dopo il successo sul Borussia è lì che strizza l’occhio. Il problema è stato risolto dal raddoppio di Ciro Immobile alla prima conclusione in porta della sua gara, tanto per dire delle difficoltà incontrate dalla squadra di Inzaghi. Quella di Mihajlovic ha peccato di ingenuità, caratteristica dovuta all’età dei suoi interpreti. Il Bologna ha chiuso la partita con due 2002, (Hickey -uscito a 2' dalla fine- e Baldursson), un 2000 (Vignato), due ‘98 (Barrow e Tomiyasu) e un ’97 (Orsolini), tuttavia l’errore decisivo l’ha commesso uno dei più anziani, il trentaseienne Danilo, che si è fatto soffiare la palla dell’1-0 da Luis Alberto.

PER 45', MEGLIO IL BOLOGNA - Il primo tempo è stato vivace, anche se privo di vere occasioni da gol. Lo ha giocato meglio il Bologna, giovane e sfrontato. Lo ha giocato con ritmo, aggressività e buona personalità. E ha pure segnato un gol che Irrati, sul campo, ha convalidato ma che Mazzoleni, correttamente, ha cancellato al Var. La Lazio non era quella del Borussia, nemmeno quella di Marassi, era una via di mezzo, certamente stanca ma non remissiva. Ha cercato di farsi sostenere dalla qualità di Luis Alberto però in avanti Immobile e Correa per tutto il primo tempo non hanno mai impensierito Skorupski.

I GIOVANI DI SINISA - Mihajlovic ha continuato a puntare sui terribili ragazzini del Nord Europa, a sinistra sullo scozzese Hickey che ha contenuto un Marusic poco brillante fisicamente, al centro sulla coppia Schouten-Svanberg, a destra su Orsolini. Il dato dei primi 45' premiava il Bologna: 10 tiri a 4. Rispetto al Borussia, Inzaghi aveva fatto tre cambi: Reina (al debutto stagionale), Hoedt ed Akpa Akpro al posto di Strtakosha, Luiz Felipe e Milinkovic. Ma che la Lazio stesse pagando in quel momento la fatica di Champions è stato certificato dal doppio cambio di Inzaghi poco prima della fine del primo tempo: fuori Lucas Leiva e Marusic, dentro Escalante e Lazzari. In quei 45' la Lazio non è mai riuscita a mettere Immobile nelle condizioni di concludere, mentre Correa è arrivato al tiro una sola volta. Il Bologna aveva segnato al 13' con una botta dal limite di Svanberg su cui Reina è apparso in leggero ritardo. Per Irrati il gol era buono, Mazzoleni al Var si è accorto invece che Schouten aveva strappato la palla a Leiva commettendo fallo, Irrati è andato al monitor e ha tolto la rete al Bologna. Subito dopo la Lazio è stata pericolosa con Luis Alberto (tiro deviato in angolo da Skorupski), il Bologna con Palacio (palla sull’esterno della rete).

LA CLASSE DI LUIS ALBERTO - Era evidente che, per vincere questa partita, la squadra di casa avrebbe dovuto cambiare atteggiamento e infatti nel secondo tempo si è ripresentata con un’altra faccia. Dopo 4' Danilo ha salvato un gol su Akpa Akpro, mai dentro la gara, ma dopo altri 5' lo stesso Danilo ha spinto la Lazio al gol facendosi rubare la palla da Luis Alberto in uscita poco prima della linea di metà campo. Lo spagnolo è partito come una scheggia verso l’area bolognese, Tomiyasu ha avuto un attimo di esitazione, accorcio o rinculo, ha fatto la scelta peggiore, è scappato indietro e il 10 laziale non l’ha perdonato. Per dare più consistenza fisica e più freschezza, Inzaghi ha tolto Correa e messo dentro Muriqi. Poco dopo Mihajlovic ha risposto con altri due ragazzi, Musa Barrow e Baldursson al posto di Palacio e Svanberg.

IL GUIZZO DI IMMOBILE - Mentre il Bologna stava per ripartire, la Lazio l’ha gelato col raddoppio di Immobile, alla prima conclusione della sua gara. Anche in questo caso, la difesa rossoblù ha dormito: sulla rovesciata-cross di Fares, Tomiyasu ha lasciato libero Immobile in area piccola, non ha pensato al morso del cobra, ha ragionato da ottimista e un difensore ottimista è sempre un pericolo. Mancava un quarto d’ora alla fine, ma il Bologna non ha mollato. Reina è stato bravissimo su Barrow e Vignato, si è dovuto piegare solo di fronte all’ex De Silvestri, troppo libero in area di rigore sul passaggio di Santander, ma a quel punto mancavano solo 2' di recupero e la Lazio ha chiuso tutta in difesa.

IL RECORD DEI GOL PRESI - Per il Bologna era la terza sconfitta di fila, ma non sarebbe stato affatto scandaloso un pareggio, i rossoblù hanno concluso più del doppio della Lazio (21 tiri a 10). Il problema è che la difesa rossoblù ha preso 2 gol con 3 tiri nel suo specchio e ora sono 38 le partite consecutive in cui il Bologna prende gol. Un campionato intero. Così adesso quello che preoccupa di più Mihajlovic è la posizione in classifica: è terz’ultimo con 3 punti, ma Torino e Crotone, che sono dietro con 1 solo punto, hanno una partita in meno.



IL TABELLINO
Lazio-Bologna 2-1 (0-0 primo tempo)


Marcatori: 54’ Luis Alberto (L), 76’ Immobile (L), 91' De Silvestri (B)

Assist: 76’ Fares (L), 91' Santander (B)

Lazio (3-5-2): Reina; Patric, Hoedt, Acerbi; Marusic (42' Lazzari), Akpa Akpro, Leiva (42' Escalante, 79' Pereira), Luis Alberto (79' Parolo), Fares; Correa (64' Muriqi), Immobile. All.: Inzaghi.

Bologna (4-2-3-1): Skorupski; De Silvestri, Danilo, Tomiyasu, Hickey (89' Denswil); Schouten, Svanberg (72' Baldursson); Orsolini (81' Santander), Soriano, Sansone (81' Vignato); Palacio (72' Barrow). All.: Mihajlovic.

Ammoniti: 30' Acerbi (L), 58' Tomiyasy (B), 60' Hoedt (L), 67' Svanberg (B), 71' Akpa Akpro (L).

Arbitro: Massimiliano Irrati (sez. di Pistoia).