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Lukaku in lacrime, Lautaro Martinez e Dybala in panchina, De Ketelaere disperso. Verificheremo solo a gennaio i danni del Mondiale. Perché c’è chi si fa male sul campo, tipo Danilo o Alex Sandro, e lo sai subito cosa hanno e per quanto mancheranno. E poi c’è chi si fa male all’anima e solo capirai più avanti quali e quanti sono i danni. Big Rom ha buttato il Belgio fuori dal Mondiale, quel pallone rimbalzato male sul suo ventre abbondante, percuoterà a lungo i suoi riposi, diventerà incubo.

E CDK? Nessuna notizia, un Mondiale che più anonimo non poteva essere, in una squadra eliminata al primo turno. Mai titolare, mai protagonista, 15 minuti di nulla, un po’ come in 4 mesi di Milan. Pioli sperava che il Mondiale potesse rilanciarne morale e condizione, invece glielo rende ancora più intristito. Serviva una scossa, non c’è stata. De Ketelaere dovrà provare di nuovo a cercare il suo Mondiale nel Milan, buona fortuna (soprattutto al Milan, che proverà a consolarsi con Dest, uno che dal Qatar tornerà più “forte”).
E il Toro Martinez? È arrivato in Qatar da titolare e soprattutto da paggetto prescelto di sua maestà Messi. Due partite piene di nulla e poi la panchina, in favore di uno più giovane e meno esperto (Julian Alvarez), uno dei tanti che il nostro calcio ha guardato (la Juve, forse lo stesso Milan) senza però riuscire ad afferrare, e non solo per questione di soldi ma soprattutto di scelte. Perché diciamo - ed è vero - che i nostri club non hanno i soldi della Premier, però poi seguono e non prendono Alvarez che per 20 milioni va al City o Enzo Fernandez, che per 18 va al Benfica. Però ne spendono 35 per De Keteleare o 33 per Correa. Scelte, appunto.

Tra tutti, Lautaro è stato il giocatore che anche prima del Mondiale ha dato per il suo club, fino all’ultimo istante e all’ultima energia. Che sia arrivato in Qatar con le batterie più scariche di altri? Di Alex Sandro, per esempio? E il Toro come tornerà ad Appiano? Buon per lui che per l’Argentina il Mondiale continua e allora magari avrà altre occasioni, anche partendo dalla panchina.
Più di Dybala, per esempio, scivolato all’ultimo posto nelle gerarchie del ct Scaloni. Il rapporto fra la Joya e la Seleccion non è mai stato semplice, in Qatar sembra persino peggiorato, al punto da chiedersi perché mai sia stato convocato, se in 3 partite non ha giocato neppure un minuto. Da aspirante re di Roma, che a gennaio spera almeno di goderselo a tempo pieno, a emarginato dell’Argentina, dove invece nei finali di partita potrebbe almeno recitare da alter ego di Messi, che ormai in campo soprattutto cammina.
@GianniVisnadi