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Entro il 30 giugno o non se ne fa niente. Il ritorno di Romelu Lukaku all'Inter aveva una data di scadenza ben precisa che vi avevamo raccontato in anteprima. E il gol più importante di questa trattativa che ha lasciato tutti a bocca aperta è stato segnato proprio dai dirigenti nerazzurri che sono riuscit a lasciarsi un margine di 8 giorni sulla scadenza dell'ultimo giorno possibile per rendere tutto ufficiale. Il 30 giugno, per l'appunto, perché è quello l'ultimo giorno utilizzabile dalla contabilità nerazzurra per riattivare i vantaggi del Decreto Crescita.

SGRAVIO FISCALE - 8,5 milioni di euro più bonus che al lordo non supereranno i 13 milioni di euro, anzi meno. Ma perché Lukaku (e non l'Inter, perché i vantaggi sono legati alla persona) può ancora usufruire di questo sgravio fiscale? La norma infatti prevede l'accessibilità soltanto per le persone fisiche che sono stati assenti dal regime fiscale italiano per almeno due anni consecutivi. Tuttavia Lukaku è stato ceduto al Chelsea lo scorso agosto ad anno fiscale iniziato e per poter mantenere i vantaggi serve che Lukaku approdi a Milano prima che scada il primo semestre del 2022, in modo da poter dimostrare di essere stato in Italia per almeno 183 giorni nell’anno solare. In sostanza la residenza londinese equivarrebbe soltanto a una sorta di "vacanza" all'estero.
CASO UNICO - Tornando in Italia, infatti, Lukaku non solo ci guadagna, ma addirittura risparmia, perché se non fosse rientrato in Italia, pur avendo mantenuto la residenza fiscale su suolo italico, non essendo ufficialmente rimasto per un biennio complessivo avrebbe dovuto restituire all'erario la differenza sulla cifra risparmiata. Dalla sua Lukaku ha tutte le carte ufficiali, che gli permetteranno di non far decadere i vantaggi acquisiti.

VANTAGGI PER ALTRI 5 ANNI - C'è di più perché il vantaggio potrebbe essere anche esteso per 5 anni. Essendo padre di un bambino potrebbe usufruire del 'bonus genitori' ed estendere il risparmio fiscale fino al 2027. O addirittura potrebbe comprare un appartamento, una casa, un ufficio, insomma un immobile a Milano (e piazzarci la residenza) per garantirsi il decreto crescita fino al 2028, al compimento dei 35 anni di età.