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Vuole tornare. Romelu Lukaku non ha cambiato la sua opinione, vuole lasciare il Chelsea e trasferirsi a Milano, un anno dopo averla salutata. A Londra si aspettava di vivere una stagione da re, è finito quasi per essere un cortigiano di corte. Ben pagato, ma comunque una figura di secondo piano. Per questo vuole tornare da chi lo ha messo sul trono, chi lo ha amato e valorizzato, quell'Inter che ha sentito anche in questi giorni. Messaggi, a ex compagni ed ex dirigenti, per lanciare segnali, per ribadire: "Io ci sono, riprendetemi". Il belga fa sul serio, è disposto a sedersi intorno a un tavolo per discutere con Marotta, per trovare un'intesa sull'ingaggio. 

PROBLEMA STIPENDIO - Uno scenario che è però un secondo step della trattativa. Il primo, importante, è legato all'apertura del Chelsea al prestito, l'unico modo per rendere l'impossibile possibile. L'Inter non ha nessuna intenzione di fare grossi investimenti, figurarsi per un profilo costato oltre 100 milioni di euro, Lukaku può tornare in Italia solo con la formula del trasferimento temporaneo. Una volta trovata un'intesa con i Blues si può parlare di stipendio. Ma in questo caso serve un enorme sacrificio del diretto interessato, che deve rinunciare a una cifra tra i 7 e gli 8 milioni di euro netti. Attualmente infatti guadagna tra i 13 e i 14 milioni di euro netti, l'Inter non può andare oltre i 6-6,5, soprattutto considerando il fatto che non ci sono i benefici del Decreto Crescita. 
FATTORE CONTE -  Al momento è tutto una grande ipotesi, per questo nessuna opzione va esclusa. Sul futuro di Lukaku potrebbe giocare un ruolo fondamentale Antonio Conte, suo principale estimatore. Il tecnico italiano non è sicuro di restare sulla panchina del Tottenham il prossimo anno e non è un caso che Paris Saint-Germain abbia già contattato i suoi agenti. E Conte lontano da Londra e dagli Spurs potrebbe essere l'imputato giusto per tornare a lavorare insieme. In questo caso lontano dall'Inter.