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Il mondo della boxe si risveglia con un campione in meno. Leon Spinks è morto all’età di 67 anni dopo una lotta contro un tumore che lo attanagliava da tempo.

La morte del pugile, avvenuta venerdì in ospedale, è stata annunciata dalla moglie, attraverso un comunicato. La sua famiglia aveva annunciato nel dicembre 2019 che l'ex campione era stato ricoverato in ospedale per il trattamento del cancro alla prostata che si era diffuso alla sua vescica. Il pugile di Saint Louis, dopo una gloriosa carriera nei dilettanti coronata dalla medaglia d’oro alle Olimpiadi di Montréal del 1976, debuttò tra i professionisti nel 1977 nella categoria dei pesi massimi.

Gli venne dunque concessa la possibilità di sfidare l’eterno Muhammad Ali dopo otto incontri a soli 24 anni, grazie alla quale riportò un’inaspettata vittoria che lo incoronò campione del mondo. I punteggi che gli valsero questo trionfo furono dati dai primi due giudici con 144-141 e 145-140, soltanto il terzo giudice era pro Ali e decretò un punteggio di 143-142. Qualche mese dopo però, Alì si prese la rivincita vincendo nettamente in 15 round e per l'ultima volta conquistò il Mondiale dei pesi massimi.
Spinks sfruttò questa sua vittoria soprattutto dal punto di vista economico cercando di aggirare le gerarchie degli incontri per poter affrontare nuovamente Ali anziché gli altri sfidanti il che, non essendo permesso, portò alla revoca del titolo già poche settimane dopo il successo.

Nel frattempo, l’indole non proprio pacata del 24enne e la fame del successo lo condussero al centro di diversi scandali, come ad esempio quelli riguardanti il possesso di droga o il ritiro della patente per guida pericolosa.

Una carriera di alti e bassi conclusasi nel 1995 a 42 anni e con un record di 27 vittorie, 17 sconfitte e 3 pareggi. Un pugile che sembrava essere destinato a grandi cose ma che danzò e illuminò i ring soltanto per pochi mesi.