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Campione d'inverno con 11 vittorie,  8 pareggi e la miglior difesa del campionato (12 gol subiti in 19 gare), la Juve non si ferma più e avanza anche in Coppa Italia, competizione che non vince dal 17 anni. In semifinale, i bianconeri affronteranno la vincente di Milan-Lazio. Questa sera  hanno eliminato una Roma brutta e svagata, decisamente irriconoscibile rispetto alla banda del gol che sabato scorso aveva tramortito il Cesena all'Olimpico.

Pirlo è stato ancora una volta magnifico, ma la firma d'autore su un'altra grande notte l'ha apposta Alessandro Del Piero, più che mai leader e simbolo di unas quadra che ha macinato gioco,  sprecando almeno altre quattro nitide palle gol.

 

Nel primo tempo, durante il quale Banti è stato un pessimo protagonista confermando la sua disastrosa stagione,   la Juve è partita a razzo affondando i colpi nella difesa romanista come un coltello nel burro.

Il gol pressochè immediato dell'imprendibile Giaccherini, a segno dopo 340 secondi, ha scompaginato i piani di Luis Enrique i cui uomini hanno pagato la superiorità atletica dei rivali e la loro migliore disposizione tattica.

Tant'è vero che, alla prima occasione buona, Del Piero, a secco da otto mesi,  ha firmato il suo primo capolavoro  nello Juventus Stadium (Stadium: si dice Stadium, essendo una parola latina e non Stedium, all'inglese come purtroppo ci ha straziato le orecchie la Rai).  L'ovazione della gente bianconera quando è uscito dal campo sostituito da Quagliarella, è stato un altro tributo

Sono ammirevoli la condizione e la voglia di giocare del Capitano che,  a 37 anni,  con 682 presenze e 286 reti ufficiali in bianconero, non ha nessuna intenzione di mollare.

Del Piero versus Totti: la sfida di Coppa Italia ha messo l'uno contro l'altro due autentiche leggende del nostro calcio che si stimano e che si abbracciano prima del via, mentre le telecamere della Rai, come al solito, bucano la scena  con scelta di tempo davvero irritante. Il giorno in cui la tv pubblica copierà dalla concorrenza il modo di raccontare una partita, sarà sempre troppo tardi.

Rispetto alla brillante vittoria colta 72 ore prima a Bergamo, la Juve ha cambiato pelle, passando al 3-5-2 e modificando sette undicesimi del suo schieramento. Borriello ha debuttato dal primo minuto: prova generosa, ma inefficace. Nuovo note di merito per Marrone, a conferma che bisogna avere fiducia nei giovani anzichè buttare in soldi dalla finestra sul mercato straniero per importare qualche bidone.

Padrona del campo nei primi quarantacinque minuti, durante i quali Chiellini ha giganteggiato in difesa, la Juve ha subito il ritorno della Roma all'inizio della ripresa. Anche se Bojan è sembrato un pesce fuor d'acqua, ignorato dai compagni i quali, anzichè servirlo in verticale, hanno proceduto per linee orizzontali, facilitando i recuperi degli avversari. Tant'è vero che Enrique l'ha tolto, inserendo Borini.

 Tanto la Juve è stata decisa e disinvolta quanto la Roma è apparsa leziosa e inconcludente.  Totti è risultato impalbabile e, senza il loro capitano, i giallorossi si sono persi. Con le sue accelerazioni improvvise, Estigarribia ha fatto dannare Taddei e Simplicio lungo la fascia di pertinenza. La Roma non ha ripetuto le prove brillanti che le avevano consentito di vincere le ultime cinque gare di fila, fra campionato e Coppa Italia e, quando Lamela è stato espulso  per il fallo su Chiellini, la luce si è definitivamente spenta e Quagliarella ha pure colpito la traversa, sfiorando il 3-0; cinque minuti dopo è stato Estigarribia a fallire il tris che avrebbe esaltato una prova molto brillante; a seguire, Kajer ha salvato su Matri. Poi però, per precedere ancora Matri servito da Quagliarella, ha infilato Stekelenburg

La squadra di Conte, capolista imbattuta e solitaria, è entrata in semifinale di Coppa Italia inanellando la ventiduesima gara ufficiale utile consecutiva a partire  dal 15 maggio 2011, data dell'ultima sconfitta.  Dopo cinque anni con il mal di fegato, i tifosi bianconeri hanno riconquistato il diritto di sognare. Inchinandosi  a Del Piero, un autentico mito