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"Un angolo per chi ha la visione del calcio di Nick Hornby, per chi vive la partita come un film, per chi reputa Babangida il miglior calciatore della storia. Un piccolo mondo per chi non ha scritto calcio con il pallone tra i piedi, ma con una penna tra le dita, una telecamera sulla spalla o un joystick in mano, per quelli cresciuti a pane, nutella e Holly e Benji . Il calcio visto con gli occhi, e gli occhiali, del Nerd".

Josep Maria Bartomeu con la voce di Antonio Catania. Ronald Koeman doppiato da Francesco Pannofino. Lionel Messi con gli stessi atteggiamenti della star Stanis La Rochelle. Si scrive Barcellona si legge Boris: immagini la squadra che ha rivoluzionato il calcio negli ultimi 10 anni e ti ritrovi una banda allo sbando senza una guida carismatica, immagini nuovi trionfi e invece peschi una squadra che ha lo stesso fragile equilibrio che c'è all'interno del cast della soap Occhi del cuore. Immagini qualità e invece è tutto fatto... 'alla ca... di cane'.

COME IN BORIS - Tutto è iniziato dalla scorsa stagione, dalla fine di un ciclo, con il ko fragoroso contro il Bayern Monaco e il burofax di Lionel Messi che ha scosso il mondo calcistico. Una star che fa i capricci che ha schierato i suoi avvocati per provarne ad uscire pulito. Ricorda qualcuno? Sì. Chiedere a Pietro Sermonti/Stanis La Rochelle... Poi l'allontanamento di Luis Suarez, un mercato che ha lasciato basiti, la scelta di Ronald Koeman che invece ha lasciato perplessi: figura ingombrante e carismatica, rischia di essere un dead man walking visto che a marzo ci saranno le 'presidenziali', le nuove elezioni, che potranno sovvertire gli equilibri e allontanare Bartomeu, e di conseguenza l'ex ct olandese. I sondaggi sono già significativi. E non sembra esserci una situazione di equilibrio tale da salvare Koeman, come successo invece con René Ferretti. 

COSI' DE BOTTO - Equilibri precari, risultati negativi (l'ultimo, ieri, nel Clasico contro il Real Madrid), e anche uno stile discutibile, con delle divise rosa e verdi che sono tra le cose stilisticamente più brutte viste su un campo di calcio. Un Barcellona che sembra non avere senso, come se fosse stato messo insieme, organizzato, 'scritto' da chi, a tempo perso, ha buttato giù qualche idea al volo. Scopiazzando qua e là, tappando buchi di trama con la prima cosa che gli è venuta in mente, facendo scelte giusto perché bisogna farle. Tradotto? Così, de botto, senza senso. E la qualità sembra essere scomparsa. Al suo posto, c'è la teoria Ferretti: alla ca... di cane.