Provate a contare fino a seimilacentotredici. Fermarsi, riavvolgere il nastro e ricominciare: la dinastia Maldini ha davvero prodotto un altro potenziale prodigio, da proteggere e aspettare fino al decollo definitivo ma con tutte le carte in regola per diventare grande. Si chiama Daniel, per tutti è Malda, nel calcio sarà Maldini perché è un biglietto da visita mondiale. Classe 2001, seconda punta o trequartista con licenza di allargarsi, nella Primavera del Milan ha conquistato tutti. Nove gol in stagione, la straordinaria capacità nel calciare le punizioni, ultima quella al Viareggio che ha completato ieri la sua doppietta allo Spezia. Niente male come inizio, considerando che compirà 18 anni soltanto a ottobre. Non può guidare ma ha già la patente di talento in tasca, questione di DNA.

CHI E' MALDINI JR - Sono passati proprio 6113 giorni da ieri al 18 giugno 2002, Italia-Corea del Sud, la partita maledetta e Byron Moreno che coincide con l'ultima volta di un Maldini in Nazionale. Paolo lascia la maglia azzurra per sempre, game over, delusione troppo forte. Raccoglie quella dell'Under 18 proprio il figlio Daniel, convocato in queste ore in vista dell'amichevole del 22 marzo contro l'Olanda. Con il Milan sta incantando, segna in tutti i modi e soprattutto mostra una professionalità e una serietà fuori dal comune per i ragazzini della sua età: testa sulle spalle, mai sopra le righe, lo stile Maldini c'è nel talento ma più che mai nella testa.

IL PIANO DEL MILAN - Insomma, le premesse sono buonissime e il Milan ha già convinto all'unanimità di portare Daniel in ritiro con la prima squadra per la prossima stagione, un inizio di estate coi grandi per poi decidere il percorso migliore. Con il contratto che lo aspetta e il rossonero addosso, da sempre e per sempre. L'obiettivo è di trattenerlo a Milanello come papà Paolo, il prestito sarà un'eventualità da considerare soltanto nel caso in cui dovesse davvero convincere tutte le parti in causa che possa essere la soluzione migliore. Ad oggi c'è volontà di non creare un circo mediatico attorno a Maldini junior, lasciarlo tranquillo e concentrato sul campo. In ogni allenamento ci mette l'anima, chi lo conosce ne racconta il lato umano scherzoso fuori dal campo ma una concentrazione feroce appena si fa sul serio, quando c'è da fare gol. Ora segna in continuazione e ogni punizione fa saltare già in piedi ma c'è ancora tantissima strada da fare, prudenza prima di tutto. Si scrive Maldini, si legge talento. Anche 6113 giorni dopo, forse per sempre.