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Nelle prossime settimane, forse addirittura nei prossimi giorni, probabilmente prima che ricominci il campionato, Gigio Donnarumma rinnoverà il proprio contratto con il Milan in scadenza il 30 giugno 2021. Sarà di certo la notizia più importante di questa ennesima delicata fase di passaggio della dirigenza rossonera. Il rinnovo di Donnarumma sarà un accordo nell’interesse anche e soprattutto del Milan e da questo punto di vista la presenza di Paolo Maldini rappresenta una garanzia, anche se il contratto con Gigio fosse l’ultimo gesto che compie l’ex capitano in qualità di dirigente rossonero.

In mezzo a tante incertezze una cosa è chiara: non rinnovare il contratto di Gigio e quindi avvicinarsi pericolosamente alla scadenza costituirebbe per il Milan un danno patrimoniale Insopportabile. Ancora più devastante se inserito nell’attuale contesto finanziario di via Aldo Rossi. Il cartellino di Donnarumma è infatti la pietra più preziosa rimasta nelle mani di Elliot, Gazidis e company. Perderlo a parametro zero sarebbe un suicidio economico. Che non si augura l’attuale board rossonero, ma che non vuole nemmeno il diretto interessato, nè il suo procuratore nè gli attuali dirigenti uscenti. Da questo punto di vista, la fortuna è che sia Maldini sia Donnarumma hanno a cuore il bene del Milan, al di là della loro permanenza nel prossimo futuro, e sanno perfettamente che per il Milan perdere a zero il patrimonio Donnarumma significherebbe il collasso economico. Teniamo presente che Donnarumma, egoisticamente, avrebbe tutto da guadagnarci nell’arrivare alla scadenza del contratto per poter firmare con qualunque big europea un contratto da sogno. E dall’altra parte a Maldini, se non fosse così legato al Milan, potrebbe non dispiacere lasciare una patata così bollente nelle mani dei suoi successori. E invece Gigio e Paolo non sono così. Loro sono milanisti, amano davvero questi colori e non farebbero mai nulla per mettere il Milan in difficoltà.
Così si arriverà al sospirato rinnovo di contratto che consentirà al Milan di massimizzare la cessione del suo gioiello. Ma attenzione, teniamo presente due elementi e restiamo in guardia di fronte alla solita propaganda che potrebbe connotare di altri elementi il rinnovo di Donnarumma. Primo: non è credibile che Donnarumma accetti una decurtazione dell’ingaggio per rinnovare. Perché mai un professionista di 21 anni che sta per diventare uno dei top player al mondo nel suo ruolo e che potrebbe andare in molte squadre d’Europa a farsi dare ingaggi principeschi dovrebbe rinunciare a una parte dei suoi emolumenti? Secondo: il prolungamento del contratto di Donnarumma non sarà una promessa di fedeltà al Milan, bensì l’escamotage per consentire al Milan di ottenere il massimo dalla sua cessione. Proprio come accadde 8 anni fa con Thiago Silva. Ma, almeno stavolta, non bollatelo come traditore, perché se fosse davvero un traditore e se ne fregasse del Milan porterebbe il suo contratto a scadenza.

Ergo: partirá. Probabilmente già quest’estate. Il dispiacere è enorme nel vederlo partire soprattutto per uno come me che l’ha sempre stimato e difeso dalle critiche sia dal punto di vista umano sia dal punto di vista tecnico. Credo che sia l’unico fuoriclasse del Milan dell’ultimo lustro (ovviamente eccetto Ibra) e so che se fosse nato 20 anni prima avrebbe fatto parte del Milan degli Invincibili e avrebbe giocato tutta la carriera in rossonero. Ma purtroppo i tempi non sono più quelli. Ce ne rendiamo conto di più adesso celebrando i vari anniversari di quando li vivevamo.
Il Milan non è  più uno dei top team europei, anzi purtroppo non è  più nemmeno tra le prime della classe in Italia. Nè dal punto di vista sportivo nè dal punto di vista economico. Pensate che delle prime 6 squadre italiane il Milan è l’unica che ha vissuto una regressione nel fatturato negli ultimi 8 anni (-11%), mentre Napoli, Inter, Lazio e Roma hanno fatto registrare incrementi dal 60 al 70%. Senza contare lo schizzo juventino del 210%. E in una situazione del genere non si può pensare di trattenere un potenziale campionissimo come Donnarumma. E non sarebbe nemmeno giusto nei confronti suoi e delle sue ambizioni.