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Tutti a rapporto da Alberto Malesani. Prima per una quindicina di minuti negli spogliatoi, poi per un’altra decina sul campo numero uno del centro tecnico (dove ha parlato anche prima con Viviano poi con Di Vaio). Pare sia stato un confronto sereno, anche se l’allenatore del Bologna avrebbe usato toni estremamente fermi, decisi, non aspettandosi mai che la sua squadra potesse smarrire quei due concetti che sono fondamentali per la conquista della salvezza, e cioè il realismo e l’umiltà. Ecco, Malesani non lo ha detto e non lo dirà mai neanche sotto tortura, ma per quello che è successo a Palermo è come se per certi versi si fosse sentito quasi tradito. Ora c’è da dire che lo stesso Malesani con alcune sue frasi può aver fatto anche credere a una fetta di Bologna di essere forte, ma soprattutto è stato questo ambiente carico di fiducia, se non addirittura di entusiasmo (ingiustificato, s’intende) a portare tanti giocatori a fare qualche passeggiatina sulle nuvole. Senza alcun motivo, poi, primo perché fin qua il Bologna ha vinto (immeritatamente, tra l’altro) solo una partita, quella contro l’Udinese con un gol di Marco Di Vaio quando già stavano andando i titoli di coda, secondo perché la classifica non permette di vivere sonni tranquilli. Ecco, Malesani ha picchiato forte su questo tasto, con il chiaro intento di riportare tutto il gruppo sulla terra, dopo aver chiesto ai giocatori come poteva essere spiegato il black-out generale di domenica in Sicilia. Del tutto inaspettato a Casteldebole e dintorni, considerato che gli stessi giocatori hanno fatto sapere successivamente di aver lavorato alla grande, con un’intensità infinita, durante la sosta. Se dopo Palermo Malesani cambierà registro nei confronti della sua squadra? Chi lo conosce assicura di no, ma è intuibile che da ora in poi drizzerà ancora di più le antenne, perché quello che è successo domenica non dovrà più accadere. Come ha reagito la squadra alle parole forti di Malesani? Avendo capito fino in fondo quelle che sono state le proprie colpe è come se il Bologna desiderasse di essere ripreso, perché una squadra intera si è resa conto di averla combinata grossa e di aver quasi cancellato in una domenica quello che di buono aveva fatto nelle partite precedenti. La verità è che neanche i giocatori capiscono cosa sia accaduto a Palermo, anche se qualcuno sotto sotto informa che anche nel riscaldamento mancava la solita grinta e la solita rabbia. Non solo: dopo essersi parlati e ripromessi nel corso dell’intervallo di mettersi da subito alle spalle un primo tempo assolutamente dispari e di voltare nel secondo, una volta rientrati in campo i giocatori del Bologna hanno subito rimediato il terzo gol. Della serie: volere non sempre è anche potere, soprattutto quando l’approccio è sbagliato e davanti ti trovi una squadra che è più forte di te e che sta meglio di te sia sotto il profilo fisico che mentale. Come si solo lasciati Malesani e il Bologna? Con la voglia di cancellare immediatamente questa figuraccia almeno sul piano della prestazione, perché è vero che la Juventus sembra una montagna tremendamente dura da scalare, ma è anche vero che quanto meno in cima devi arrivarci a testa alta. Nel corso della conversazione sarebbe stato anche toccato il tasto degli equilibri che a Palermo sono mancati del tutto, e badate bene, per colpa di tutti, a cominciare dagli attaccanti, considerato che i difensori del Palermo hanno dovuto faticare poco nella fase di non possesso palla e ancora meno in quella di possesso. Domanda: il Bologna non regge questo 4-3-3? Se uno guarda alle palle gol che via via ha concesso agli altri la risposta è sì, ma Malesani potrebbe anche non abbandonarlo, ritenendo che con una maggiore applicazione e una maggiore attenzione nella fase passiva del gioco il problema dovrebbe scomparire. Morale: di sicuro contro la Juventus andrà rivisitato, magari impiegando da una parte un giocatore che abbia nel suo dna anche la capacità di rincorrere e non solo di correre. Comunque, se Malesani lo proporrà di nuovo domenica o se si butterà su un’altra strada lo capiremo solo nei prossimi giorni, anche se siamo pronti a scommettere su due punti. Il primo: per certi versi il tecnico finirà per adattarsi al 4-4-2. Il secondo: in questa settimana lavorerà ancora di più nella fase di non possesso palla, considerato anche che la squadra di Del Neri è quella che fin qua ha segnato più gol.