19

L’Atalanta è come un’università di prestigio. C’è uno dei migliori professori italiani (Gasperini) e tanti studenti modello, con medie vertiginose, almeno dal 28 in su (Gomez, Ilicic, Zapata). C’è chi, però, si è iscritto al corso quest’anno e fa ancora un po’ di fatica. Uno su tutti, Ruslan Malinovskyi: è quello studente che, nonostante le grandi capacità, deve ancora trovare il giusto metodo di studio per stare al passo con i suoi compagni.

OTTIME PREMESSE - Trascendendo dalla metafora accademica, l’ucraino non è ancora stato capace di lasciare il segno, di scalare le gerarchie di Gasperini. Arrivato quest’estate dal Genk per quasi 14 milioni di euro, si è presentato con un precampionato di alto livello, nel quale ha messo in mostra le sue qualità: eleganza, tecnica e una grande abilità sui calci piazzati. C’erano, insomma, tutte le premesse per ricoprire un ruolo da protagonista, ma per il momento ha disatteso le aspettative. Una buona prestazione nella disfatta all’Etihad Stadium contro il Manchester City, segnando l’iniziale vantaggio dagli undici metri, poi quasi il nulla. Come mai questa involuzione? Semplice, Gasperini lo considera trequartista e in quella posizione è chiuso da un favoloso Papu Gomez che, a detta del tecnico, “È da Pallone d’Oro”.

GASP HA SCELTO PASALIC - Essendo il secondo trequartista in squadra, è logico pensare che Gasperini scelga Malinovskyi per far rifiatare il Papu. Sbagliato, anzi, l’ucraino è stato scavalcato nelle gerarchie anche da Mario Pasalic. Il croato ex Milan non sarebbe un suo diretto rivale di reparto, nasce come centrocampista, ma la sua crescita è stata talmente esponenziale che Gasperini ha scelto di avanzarlo di ruolo, ottenendo risultati: da seconda punta o da trequartista, il classe 1995 ha rubato la scena (gol in Champions contro il Manchester City e doppietta nel derby contro il Brescia) spendendo Malinovskyi in panchina.

LE COLPE DI MALINOVSKYI - Le grosse colpe che pesano sul percorso del classe 1993 sono essenzialmente due: il magrissimo bottino personale, con appena un gol (su rigore contro il Manchester City) e 0 assist in 16 presenze, e l'espulsione rimediata contro la Sampdoria per doppia ammonizione. Un’occasione che sa molto di esame bocciato, in virtù del fatto che, con un Ilicic squalificato per due giornate proprio da quella partita, per Malinovskyi poteva essere veramente il momento del riscatto. Un riscatto solo assaggiato domenica contro il Brescia quando, da subentrato, voglioso di lanciare un messaggio a Gasperini, ha colpito un palo dalla distanza. Rimandato.

IN CERCA DEL RISCATTO - Il percorso di uno studente è fatto di alti e bassi, capita di sentirsi demoralizzati per risultati che non arrivano. Ma con impegno e costanza, il momento della svolta c’è per tutti. E ci sarà anche per Ruslan Malinovskyi. L’ucraino sta avendo difficoltà con l’Atalanta, ma il talento c'è, si tratta solo di metterlo al servizio di Gasperini. Per informazioni chiedere a Shevchenko, se l’Ucraina è a Euro 2020 lo deve proprio all'ex Genk, decisivo con 3 gol nelle ultime 4 partite di qualificazione, tutti e tre nel doppio confronto con la Lituania. Le difficoltà di adattamento all'università di Bergamo lo hanno portare a essere uno studente anonimo, mediocre, la bella notizia è che c’è ancora metà anno accademico per migliorare il metodo di studio. Arrivare a contendersi il posto con il Papu sarebbe da 30 e lode.