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Siamo campioni d’Europa! Incredibile, tutta l’Italia in questo momento è unita da una gioia e da un’euforia irrefrenabili soprattutto se si pensa a dove eravamo 3 anni fa. Questo risultato storico che riporta la coppa in Italia dopo 53 anni è merito di un gruppo fantastico, granitico che ha saputo soffrire nei momenti in cui c’era bisogno e ha saputo colpire quando necessario per portare a casa il risultato massimo. Complimenti a tutti questi ragazzi, molti di loro non avevano mai nemmeno messo piede in campo in una partita di Champions League, qualcuno è sempre in panchina nel proprio club ma, nonostante questo, hanno tenuto tutti la testa alta e hanno guardato in faccia i grandi campioni che turno dopo turno gli si sono presentati davanti senza mai abbassare lo sguardo e, alla fine, uscendo vincitori da tutte queste difficilissime sfide.

Davvero non ci sono parole abbastanza precise per definire il miracolo sportivo che ha compiuto questa nazionale, mettere in fila Belgio, Spagna e Inghilterra (a Wembley) è stato commuovente.

La personalità mostrata dagli azzurri in ogni singolo momento è stata frutto di un lavoro costante e maniacale oltre che comprensivo di anima e cuore. Tirare i rigori decisivi sotto la tribuna “bianca” dei padroni di casa avrebbe gettato il panico addosso a chiunque ma non ai nostri e al nostro super portiere votato a fine gara come il miglio giocatore del torneo.

Ma passiamo alle cose semplici da dire. Questo miracolo ha un solo nome e cognome: Roberto Mancini.

Io ho sempre avuto una stima infinita per il “Mancio” non solo dal punto di vista professionale ma anche e soprattutto dal punto di vista umano.

Roberto prima che un grande allenatore è una grande persona e, secondo il mio modesto parere, questo è stato il vero segreto del successo di questa nazionale.

Gli azzurri campioni d’Europa sono lo specchio del proprio mister, hanno la gioia negli occhi quando giocano a pallone e, allo stesso tempo, associano il divertimento con la voglia assoluta di vincere, non si specchiano nella bellezza del proprio calcio perché se c’è da sacrificarsi lo fanno per raggiungere l’obiettivo.

Questa Italia è il riflesso di Mancini anche a livello umano. Mancio ha cresciuto questi ragazzi quasi fossero dei figli, ha creato un nuovo gruppo dal nulla e l’ha svezzato fina dai primi giorni facendolo crescere con i modi e i tempi giusti. Il risultato è stato chiaro: una serie di numeri impressionanti, di vittorie consecutive e poi clamorose fino al compimento del proprio destino e del vero miracolo, non frutto del caso sia chiaro ma del lavoro di un uomo vero insieme ai suoi “figliocci”.

Mancini ha ottenuto quello che si è sempre meritato, la sua consacrazione e la conquista dell’immortalità sportiva che lo pone insieme a altri 4 eletti nella storia del calcio italiano. Dopo Pozzo, Valcareggi, Bearzot e Lippi è arrivato lui aggiungendosi agli altri “immortali” del calcio italiano. Mancio ha ottenuto la sua “rivincita”, quello che ha sempre desiderato da calciatore lo ha ottenuto alla grande da Ct e, forse, così da anche più gusto.

Ho sempre pensato (supportato ovviamente dai dati di fatto) che Mancini fosse un grande allenatore, uno dei top d’Europa. Roberto è sempre stato sottovalutato e spesso i suoi detrattori hanno giocato a toglierli i meriti. Mancini ha vinto subito appena seduto in panchina con al Fiorentina, per poi ripetersi con la Lazio, vincere 3 scudetti e varie coppe con l’Inter dopo anni costruendo lo zoccolo duro dei giocatori che poi avrebbero conquistato il Triplete, ha condotto il City alla vittoria in FA Cup che mancava da 38 anni, ha conquistato la Premier che il City non vinceva da 45 anni vincendo un derby con lo United di Ferguson segnando 6 gol.

Quando nel 2014 tornò all’Inter pensai che per noi interisti fosse la svolta, mai errore fu più grande che separarsi di nuovo da lui!

Mancio è un Re Mida degli allenatori, plasma e poi trasforma il materiale in oro e questo Europeo lo ha dimostrato. Sono felice sì, è la prima volta che per una vittoria mi capita di essere più felice per il mister che per la squadra per cui faccio il tifo. Sono contento per Mancini, felice davvero e tanto, se lo merita tutto per l’allenatore che è e per l’Uomo che è! Non è finita, ora c’è la Nations League e poi dritti fino al Mondiale, al timone c’è un comandante che sa il fatto suo. Forza Roberto, forza Italia!