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L'addio di Mario Mandzukic alla Juventus è un tema delicato. Anzi delicatissimo, perché la dirigenza bianconera con Fabio Paratici in testa sta gestendo questa situazione tutt'altro che semplice ormai da diversi giorni. Maurizio Sarri non lo ritiene indispensabile, anzi; adora i centravanti di qualità tecnica più che di combattimento, il croato non è una priorità per il nuovo allenatore che avallerebbe una sua cessione nel caso in cui si riuscisse a trovare una soluzione che accontenti tutti. Esito non scontato perché Mandzukic non è un tipo facile, le sue decisioni le prende con calma e solo con la massima convinzione.


PROPOSTE E PROBLEMI - Al momento, le proposte tra Germania e Cina arrivate come sondaggi esplorativi non convincono Mandzukic. L'ex fedelissimo di Allegri non è sicuro di firmare per un altro club, aspetta offerte più convincenti, è deluso perché aveva rinnovato solo pochi mesi fa il suo contratto con la Juventus fino al 2021. Ora si trova costretto a guardarsi attorno, ma per questo non vuole prendere decisioni affrettate anzi intende giocarsi le sue carte con Sarri. Magari fargli cambiare idea se non arriveranno offerte prima del ritiro ma è molto difficile. La cessione di Mario è complicata, un problema da gestire per la società. La Juve sta ancora pensando di comprare un attaccante importante (Icardi non passa di moda, ma non è l'unico) e la cessione diventerebbe inevitabile, ancor più con Ronaldo da numero nove. Mandzukic attende offerte e sa che può lasciare la Juve. Ma rispetto a Cancelo per cui c'è da giorni una trattativa in piedi, questo fronte per Paratici è già molto più complicato da gestire.

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