Una storia bizzarra e dai contorni ai confini del surreale, considerando che si parla soltanto di calcio. Eppure, a Mantova, un signore che di nome fa Giancarlo Baraldi e di mestiere fa il messo comunale è finito a processo per stalking, per colpa di... Allegri. Ebbene sì, l'allenatore oggi della Juventus ma in passato del Milan è stato l'elemento scatenante di una disputa che risale al 12 gennaio 2014 tra i protagonisti di questa storia. Nel giorno in cui il tecnico livornese fu battuto dal Sassuolo (ko che gli costò l'esonero), in un ristorante di Piazza dei Mille, ritrovo abituale di un gruppo di tifosi rossoneri, il Baraldi e il proprietario del locale diedero vita a una discussione sulle presunte responsabilità di Allegri che avrebbe dato il via a una vicenda davvero incredibile.

Sette mesi dopo l'addio al Milan, l'allenatore toscano si accasa alla Juventus e inizia a mietere successi su successi, consentendo così al messo comunale mantovano di avviare una vera e propria vendetta, fatta di messaggi incessanti al suo malcapitato "avversario".
Sms ironici, mail, post-it attaccati sulla vetrina del ristorante, l'ultimo, la classica goccia che fa traboccare il vaso, piuttosto volgare e indirizzato alla figlia del ristoratore
. Senza troppi giri di parole, il Baraldi si era spinto fino ad augurarsi che la donna finisse in compagnia di Allegri, per edulcorare il suo pensiero. Da lì, la denuncia e, nonostante i ripetuti tentativi del datore di lavoro di Baraldi a desistere e i richiami della Polizia Postale, il sostenitore troppo accesso dell'allenatore della Juventus si ritroverà in un'aula di tribunale il prossimo 29 gennaio. Con la pesante accusa di stalking sulle spalle e di fronte un avvocato della controparte pronto a rendergli la vita difficile e, a quanto pare, interista.