Che dire se non “bentornato Diego”. E, per favore urliamolo forte. Magari in spagnolo con accento messicano, perché proprio in quel grande e povero Paese del Centro America, che Trump vuole diviso da un muro con gli Stati Uniti, Maradona è ricomparso per donare un minimo di felicità alla gente appassionata di pallone. In veste di allenatore dei Dorados, squadra che milita nella Serie B, Il “Pibe” ha battezzato alla grande il suo esordio e quello dei suoi ragazzi vincendo la prima partita con un secco quattro a uno.

E' chiaro che al tempo del calcio globale, senza limiti e senza pudori, un avvenimento del genere può apparire marginale per suo minimalismo, ma deve essere altrettanto evidente che la notizia porta in sé un significato molto speciale proprio per la figura centrale la quale ha caratterizzato il tutto. Lo ha detto e quasi urlato lui stesso, Diego: “Sono ancora qui, malgrado tutto e nonostante tutti. Vamos, dunque”. Idealmente, come sottofondo musicale per questo nuovo film, risuonano le note e si odono le parole cantate da Vasco Rossi. “Sono ancora qua”, appunto. Un manifesto alla vita e un pugno in faccia al destino che stava per beffarlo e destinarlo altrove. Esattamente come accadde a Diego Armando Maradona nelle sue vesti di rock star controverso ma inimitabile del pallone.
Si dice, a mio avviso sbagliando, che Diego così come Vasco abbiano rappresentato un cattivo esempio soprattutto per le giovani generazioni a causa  di quel voler vivere la vita assolutamente liberi e a modo loro con cadute anche parecchio rovinose. Per certi versi ciò è anche vero. Però, siccome domani è sempre un altro giorno, è il passo successivo che conta più di ogni altra cosa. L’uscita dal tunnel e la risalita del monte ripartendo dal dolore che ha rafforzato anima e carattere. Come sta accadendo a Diego Armando Maradona che, offendo al mondo un gesto di grande e sana umiltà, merita i gradi di buon maestro. Ricordiamo che Sant’Agostino, come tanti altri, prima della sua conversione fu un impenitente peccatore.