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"Sono stato molto vicino a Inter e Milan". A raccontare la propria esperienza è Marcelino, allenatore dell'Athletic Bilbao dallo scorso 4 gennaio. Il tecnico, intervistato da Sky Sport, apre a un futuro in Serie A: "Non parlo molto l’italiano, ma spero in futuro di avere un'esperienza in Italia così lo imparerò".

VICINO ALL'INTER - Marcelino racconta quando fu vicino all'Inter nel 2016, dopo l'esonero di De Boer: "C’è stata questa possibilità, dopo la seconda riunione con i nerazzurri siamo tornati in hotel e pensavamo di avere grandi chance. Poi la mattina seguente è cambiato tutto e l’Inter ha preso Pioli, non so il motivo ma credo che preferissero un profilo italiano dopo l’esperienza con De Boer. Quando mi presentai con il mio iPad per far vedere la mia filosofia? Penso che le squadre italiane, soprattutto le big, siano concepite come club diretti seriamente e con grande analisi. Quindi volevo cercare di essere all'altezza, ho uno staff tecnico che analizza molto e volevamo dimostrare che il nostro modo di pensare avesse una certa direzione. Volevamo convincere tutti della nostra visione".

VICINO AL MILAN - "Non solo Inter però, perché nel 2019 Marcelino fu vicino anche al Milan dopo l'esonero del 2019, con un decisivo incontro a Zurigo nel quale declinò la possibilità di prendere la panchina rossonera: "Anche in questo caso ci fu l’opportunità, ma non ero pronto di testa per affrontare una tale impresa. Era un’avventura attraente, ma per onestà verso il club e i tifosi decisi di non sposare il progetto Milan".
FIORENTINA - E dopo Inter e Milan, anche la Fiorentina lo scorso dicembre: "'è stato qualche piccolo contatto a dicembre, ma la mia idea era sempre quella di riposare e di recuperare energie per trasmetterle al gruppo. Io voglio mostrare la mia passione ogni giorno, perciò volevo un progetto per la stagione successiva, poi il Covid mi ha fatto cambiare prospettiva ed è arrivato il Bilbao. Sono orgoglioso e felice di aver accettato".

CONTE E SARRI - Marcelino esalta due colleghi, Antonio Conte e Maurizio Sarri: "L’organizzazione è fondamentale, Antonio ha identità e automatismi in tutte le sue squadre e in ogni fase di gioco. C’è un lavoro importante alle spalle, e un tentativo di far identificare tutti facilmente. Anche il Napoli di Sarri era simile, anche se diverso, ma mi piaceva perché aveva un pressing alto e una pressione organizzata in ogni parte del campo. Sono allenatori di altissimo livello".

MODELLO SACCHI - Marcelino conclude parlando del proprio modello, Arrigo Sacchi e il suo Milan: "Giocai alcune gare contro il suo Milan. All'inizio era difficile per lui, ma è normale. Giocare con la sincronia di tutti i movimenti e difendere alto era difficile, ma il Milan era una macchina perfetta. Lo paragono al Barcellona di Guardiola, anche se diverso, ma sono le due squadre migliori per me. Quando ho iniziato ad allenare è stato uno dei miei punti di riferimento, ho analizzato il suo gioco e una volta ci siamo ritrovati per caso in un ristorante. Ci ho parlato per ore di calcio".