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Il giocatore vorrebbe rimanere a Torino, il club bianconero potrebbe vacillare di fronte all'offerta dello United (30-35 mln).
Marchisio-Juve il vertice verità.
L’appuntamento è fissato a metà della prossima settimana. Stefano Marchisio, papà di Claudio, incontrerà Beppe Marotta, amministratore delegato della Juventus. Sarà il primo, sicuramente non l’ultimo, ma da che parte sta per girare il destino del fuoriclasse torinese si potrà intuire subito. Rinnovo o cessione: il bivio spacca in due il futuro, perché la situazione non offre grande spazio alle sfumature intermedie. Da una parte c’è la volontà del giocatore, che vorrebbe rimanere alla Juventus e ieri l’ha anche ribadito ai microfoni di Sky . Dall’altra ci sono le esigenze della Juventus, che vorrebbe trattenere il giocatore divenuto un simbolo del club, ma nello stesso tempo potrebbe vacillare di fronte a una grande offerta, utile a finanziare il mercato. Quanto grande? Dicono che il Manchester abbia avanzato un’offerta fra i 30 e 35 milioni. La cifra forse si è gonfiata nei tortuosi passaggi del telefono senza fili del mercato, ma del vivace interesse del club inglese si hanno ampi riscontri.

JUVENTINITA’ - D’altra parte, se proprio deve consumarsi questo doloroso divorzio, Marchisio accetterebbe solo una soluzione all’estero. Troppo juventino e troppo legato ai tifosi per ritrovarsi con un’altra maglia italiana (che inevitabilmente sarebbe di una diretta concorrente dei bianconeri), tant’è che il suo desiderio primario sarebbe quello di rimanere: «Le voci di mercato mi riempiono di orgoglio. Fa piacere sentire di squadre interessate, come lo è ogni anno da quando sono alla Juventus. Ci sono sempre state delle voci di una mia partenza, però io ho un contratto lungo e spero di portarlo a termine e anche di rinnovarlo. Poi, come ho sempre detto, nel calcio nulla è scontato, anche se la mia idea mia è sicuramente quella di rimanere». Anzi, fosse per lui, alla Juventus inviterebbe anche Ibrahimovic che, così, incassa un altro via libera da un senatore bianconero: «Basta guardare la sua carriera, ovunque è andato ha vinto. È un grandissimo campione e se dovesse arrivare lo accoglieremmo a braccia aperte, perché comunque può soltanto migliorare la nostra squadra. Poi, se ci sarà qualcosa di vero bisognerà vedere il mercato e sarà la società che ci penserà».

SACRIFICI - Ma la società potrebbe anche pensare a un sacrificio per monetizzare e finanziare un grande colpo. Marchisio e Vidal sono i due indiziati principali, essendo i più richiesti e ritrovandosi in un reparto dove è esploso Paul Pogba. Lo stesso nuovo modulo varato da Antonio Conte è in qualche modo un messaggio: ho molti centrocampisti di enorme valore e pochi attaccanti a quell’altezza. E se Marchisio lo promuove («Come è successo già in altri anni, ho sempre fatto più ruoli, quindi anche in questo caso qui mi trovo bene, anche grazie ai compagni»), pare difficile possa essere il sistema di gioco dell’anno prossimo. E queste sono le premesse che farebbero pensare a un imminente addio. Non ci sono solo queste.

MARGINI - La forte juventinità di Marchisio pesa come un macigno sull’esito della vicenda e la stessa volontà di Marotta che vorrebbe tenere fede a una delle sue linee guida fondamentali («La Juve non è una società venditrice») sono due punti saldi, intorno ai quali potrebbe incastonarsi un rinnovo di contratto. Quello attuale scade nel 2016 e Marchisio attualmente è uno di quelli che guadagna di meno: margini per un allungamento con ritocco ci sono e forse sono pure più ampi rispetto a quelli per una cessione.