Reduce dal ruolo di collaboratore del preparatore dei portieri della Nazionale italiana, Vincenzo Di Palma Esposito, l’ex numero uno anche della Fiorentina, Gianmatteo Mareggini, ospite questa mattina dello stand ‘Ortigni’ a Pitti Immagine uomo, alla Fortezza di Basso a Firenze, ha parlato dell’esordio mondiale di Sirigu, di Buffon e del debutto della Nazionale italiana ai mondiali in corso in Brasile.
Partiamo dall’esordio nella porta azzurra di Salvatore Sirigu al Mondiale. Se lo aspettava così?
‘Non mi ha sorpreso perché è un portiere che è maturato tanto. La sua fortuna è stata quella di giocare in un club importantissimo come il Paris Saint Germain e quindi allenarsi con gente come Ibrahimovic e giocare nel girone della Champions League, lo ha fatto maturare tanto in termini di esperienza. E’ un portiere maturo per grandi palcoscenici come un Mondiale, cosa che purtroppo non poteva avere Marchetti quando fece il Mondiale in Sudafrica ed era ancora acerbo come portiere’.
E’ in buone mani l’Italia con Sirigu visto che quasi certamente dovra’ scendere in campo nel ruolo da titolare anche con la Costarica?
‘L’Italia è in buone mani, anche perché ci sono ottimi portieri, vedi Perin, Leali, numeri uno che vanno fatti giocare e ce ne sono anche nelle squadre Primavera, e che potrebbero giocare nei campionati di serie B. Purtroppo ci sono tanti stranieri che vengono già pronti ma hanno tanti limiti tecnici. In Italia invece fortunatamente la tecnica si insegna ancora. Giusto dare fiducia a portieri come è stato fatto con Scuffet’.
Negli allenamenti fatti con i portieri azzurri c’è qualcosa che l’ha colpita in particolare che non si aspettava in loro?
‘Stupito no perché ho giocato a calcio e mi dovevo aspettare questo. Però l’umiltà con la quale si sono sempre allenati, Buffon per primo, si, mi ha stupito. Credevo che quest’ultimo si risparmiasse ed invece tutt’altro. Sono campioni per questo, e fanno tutto cio’ perché possano prolungare il piu’ possibile la loro carriera, un po’ come ho fatto io, che ho giocato fino a tarda eta’’.
Si  è molto parlato dopo l’esordio della Nazionale contro l’Inghilterra dell’utilizzo della ‘casetta di Manaus’ capace di riprodurre le temperature che gli azzurri stanno trovando in Brasile. E’stato questo uno dei segreti per battere gli inglesi sabato scorso?
‘Pensavo che dopo un lungo campionato a Coverciano, durante la preparazione al Mondiale, i calciatori azzurri riposassero fra virgolette e che fossero cercate tecniche di recupero. Ed invece ho assistito ad una vera e propria rivoluzione, con una preparazione intensa, come fosse un campionato. Agli occhi miei è stata come una terapia d’urto, imposta dai preparatori atletici, preparatissimi, che hanno pianificato tutto, facendo lavorare tantissimo i giocatori, con tecniche di recupero a livello alimentare. Tutti i particolari sono stati curati. La casetta di Manaus è stata importante ma anche tutta una serie di allenamenti pianificati è stata fondamentale. Contro l’Inghilterra mi hanno stupito i crampi cui sono stati colpiti i giocatori inglesi, mentre gli azzurri ne sono stati immuni. E’questo il segreto dell’Italia che sta benissimo atleticamente’.