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Ho avuto due giorni per rifletterci, per pensarci. La conclusione è sempre la stessa: gli arbitri hanno troppo potere autonomo e troppa immunità. Non parlo solo degli errori sul campo ma spesso la cosa che mi rende molto perplesso è l’atteggiamento che molti di loro (non tutti sia chiaro) si ostinano ad ostentare. Ovviamente ho l’amaro in bocca per il pareggio dell’Inter a Udine, un film già visto. Quando la squadra di Conte affronta avversari muscolari che passano 90 minuti a difendersi va in crisi, e se i giocatori più quotati sbagliano le poche occasioni a disposizione fare risultato pieno diventa difficile come scalare il K2.

Voglio sottolineare più volte che la mia opinione che fra qualche riga vi spiegherò non riguarda solo le partite dell’Inter e non è un lamento per la mancata sacrosanta espulsione di Arslan prima (Gotti in conferenza stampa ha ammesso di averlo sostituito presto perché era stato graziato già due volte) e di Samir poi. Capita di essere graziati, è capitato anche all’Inter quest’anno e capiterà ancora in futuro.

Ma ci sta che un allenatore queste cose le veda e a bordo campo si arrabbi. Conte e la panchina nerazzurra si sono lamentati parecchio per questo e la conferma delle loro “ragioni” è arrivata al minuto 33’ quando Gotti, intelligentemente, ha sostituito il suo giocatore perché aveva rischiato il secondo giallo già 2 volte nel giro di 5 minuti (2 volte!!). In un match difficile che non riesci a sbloccare ci sta di…sbroccare. Non giustifico assolutamente Conte, lui ha sbagliato e infatti è stato espulso così come Oriali. L’allenatore nerazzurro sapeva di rischiare ma ha agito ed è stato “punito” e sanzionato con l’espulsione.

Archiviato il discorso Conte apro però quello Maresca e a cascata il capitolo arbitri. L’atteggiamento del direttore di gara di Udinese-Inter è stato, a parer mio, quantomeno discutibile se non irritante. Qualcuno ha pensato che non fosse opportuno designare Maresca per arbitrare la squadra nerazzurra perché quest’anno lui in sala Var non richiamò Pairetto per un evidente fallo da rigore su Perisic, non cadrò in questo tranello.

Un arbitro può sbagliare e deve essere sereno nelle decisioni, non è un robot è un uomo e come tale va trattato, è un professionista e dopo 3 mesi non posso credere che non sia “sereno” nel fare il suo mestiere. Se fosse così sarebbe preoccupante e dovrebbe portare il professionista a pensare ci cambiare professione! Ma la serenità l’arbitro non deve solo averla deve anche essere bravo a trasmetterla ai giocatori e ai tesserati oltre che ai tifosi (sugli spalti e a casa).
Maresca (come tanti altri purtroppo) questa capacità non la dimostra. L’atteggiamento di Maresca è, secondo il mio modo di vedere, molto discutibile: sguardo ammiccante da eroe di una fiction, occhiate continue di sfida ai giocatori che provano a parlarci, linguaggio del corpo che ti manda un segnale chiaro “qui comando io attenzione a quello che fate!”.

La frase che Maresca avrebbe detto nel tunnel ai giocatori dell’Inter poi si commenta da sola: ”Dovete imparare ad accettare quando non vincete!”…ma stiamo scherzando? A parte che ormai abbiamo imparato dopo 10 anni senza trofei, ma può un arbitro fare la morale ai tesserati? Ma è gravissimo e se la cosa fosse confermata la sospensione da parte dell’AIA dovrebbe essere a tempo indeterminato.

Credo che non ci sia messaggio peggiore da mandare a chi ti guarda per ottenere il rispetto che da bravo arbitro dovresti conquistare sul campo. Chiediamoci il perché solo in Italia l’arbitro ha così tanta rilevanza. In Inghilterra non sanno nemmeno chi dirige la partita, i “ref” stanno nell’ombra non hanno bisogno del proprio nome sul giornale e provano a fare bene il loro lavoro, non hanno manie di protagonismo e…sbagliano, si commettono errori anche loro nella comprensione di chi gli sta intorno, perché non hanno bisogno di gonfiare il petto per farsi rispettare. L’arbitro in una partita dovrebbe essere come un moderatore in un dibattito, non un protagonista ma un “gestore” che prova a far si che tutto fili liscio.

I protagonisti dovrebbero essere i giocatori con le loro giocate, i tecnici con le loro urla e i loro schemi. Invece no, da noi la prima pagina del giorno dopo è per chi ha il fischietto in bocca. Ma a questo punto mi chiedo: perché a fine partita non parlano anche loro? Che male ci sarebbe? Se devi essere protagonista lo devi essere fino in fondo.

A fine partita dovrebbero istituire una bella conferenza stampa dell’arbitro che spiega i perché di alcune sue decisioni e risponde alle domande dei giornalisti.
Sarebbe bello avere la possibilità di ascoltare un direttore di gara dopo la partita che ci mette la faccia, pronto a rispondere alle domande anche “scomode” di chi fa informazione. Lo fanno gli allenatori, i giocatori e i presidenti perché l’arbitro che in campo è sempre più spesso decisivo si deve tirare indietro? In fondo le sorti di una squadra dipendono anche dalle loro decisioni no? E allora che l’AIA, la Lega o chi deve decidere in merito ci permettano di ascoltare anche la loro voce dopo il match dato che le facce e gli sguardi fieri in mezzo al campo li conosciamo già fin troppo bene!