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Siamo solo all’inizio ma presto, all’Inter, potrebbe già essere tempo di primi bilanci. Quello legato alle finanze è stato svelato ieri a margine dell’assemblea degli azionisti, dove Beppe Marotta e Steven Zhang, a parole, hanno confermato la fiducia a Conte. Impossibile fare diversamente di questi tempi, con le casse in rosse e i ricavi che piangono. La panchina del tecnico salentino è al sicuro, ma quali sono i progressi rispetto allo scorso anno? L’Inter è cresciuta o invece vive una pericolosa regressione fisica e mentale che si traduce in risultati meno soddisfacenti e non in linea con i programmi? A breve in viale della Liberazione si troveranno di fronte al primo bilancio sportivo della stagione, il primo vero confronto con la scorso anno.

PRIMO RAFFRONTO - Un parallelo che ieri proprio Marotta ha evidenziato nel suo discorso di crescita progettuale: “L’obiettivo è quello di creare un modello fondato su basi solide, che ci dovrà consentire di tornare alla vittoria, nel tempo, attraverso un percorso di crescita continua e graduale”. E come si misura una crescita continua e graduale se non con un raffronto con la stagione precedente? Ecco perché martedì sera potrebbe già essere un giorno importante. I nerazzurri affronteranno il Borussia Moenchengladbach e dopo il brutto stop contro il Real Madrid, il cammino europeo dell’Inter rischia di interrompersi nuovamente ai gironi. Esattamente come un anno fa. Risultato che smentirebbe le frasi di Marotta e quel progetto di crescita costante inseguito dall’Inter.
BILANCIO NEGATIVO - L’Inter ha l’obbligo di crescere sotto tutti i punti di vista. A migliorare non devono essere solo i risultati, ma anche la mentalità e la compattezza di un gruppo che in campo sta dimostrando qualche limite. A partire dall’allenatore, più legato ai propri dogmi che alle necessità della squadra e dei singoli. Fino a qualche settimana fa, l’Inter giocava bene e non otteneva risultati, da un po’ di tempo a questa parte, i nerazzurri, hanno preso anche a giocare male, o comunque meno bene. Nell’elencare i meriti dello scorso anno, Marotta ha parlato anche della miglior difesa, retroguardia che quest’anno subisce praticamente due gol a partita. L’Inter non è migliorata, lo dicono i numeri. Al secondo anno di Conte, non si vedono progressi e il primo bilancio, quello sportivo, rischia di essere in rosso. Almeno al primo giro di boa.