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Altro giro, stesso obiettivo, figlio di un errore di programmazione datato in casa Juventus e che ancora non ha una soluzione. Il club bianconero continua la propria rincorsa ad un vero 9 da inserire in attacco e dopo Vlahovic, pista impossibile per gennaio, si sta buttando testa e piedi nel complicato intreccio che porta al Paris Saint Germain e al ritorno di Mauro Icardi in Serie A.

MAROTTA PROVOCA - Un profilo gradito, ma che non spaventa le rivali più quotate come l'Inter che, non a caso, con le parole di Beppe Marotta ha di fatto confermato tra le righe, a mezzo stampa, che i bianconeri non fanno paura: "Come commento l'eventuale ritorno di Icardi in Italia?  Ben venga il ritorno di giocatori importanti. La vicenda Icardi non la commento, non è uno nostro giocatore, ma il calcio italiano trarrà beneficio nel momento in cui i giocatori di qualità torneranno nel nostro paese". Messaggio recapitato quindi, sia alla Juve, sia a Icardi.
I MESSAGGI DELLA FAMIGLIA E DI ARRIVABENE -
Sì perché da parte della famiglia Nara-Icardi di messaggi di riavvicinamento all'Italia ne stanno arrivando parecchi. Non ultima la richiesta fatta a gran voce dal figlio più grande, Valentino (primogenito di Wanda e Maxi Lopez) di un ritorno in quella che sente come casa sua: l'Italia per l'appunto e non l'Argentina dove la famiglia è da poco sbarcata. Un messaggio colto dalla Juventus che però, tramite le parole dell'ad Arrivabene, ha spento il più possibile in vista del prossimo mercato: "prevedo un gennaio né interessante né impegnativo. L'aumento di capitale ci dà stabilità, non ci proietterà sul mercato".

SOLO A UNA CONDIZIONE - Cosa può accadere quindi? Va ricordato che Icardi è stato pagato dal PSG circa 50 milioni di euro e guadagna fino al 2024 10 milioni di euro netti a stagione. Numeri non sostenibili dalla Juventus che, quindi, può provare ad impegnarsi con il club parigino soltanto per un'operazione in prestito, magari di 6 o 18 mesi, con diritto e non obbligo di riscatto. Per questa stagione, di fatto, l'ingaggio da pagare sarebbe di "soli" 5 milioni, mentre dalla prossima, prevedendo una permanenza di altri 24 mesi, si potrebbe usufruire da giugno dei vantaggi fiscali del Decreto Crescita per abbassare l'impatto al lordo a bilancio. Nessun acquisto a titolo definitivo o obblighi di riscatto, quindi, con il solo prestito come unica condizione percorribile per vedere Maurito di nuovo in Serie A.