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"La musica e il calcio sanno unire la gente: poiché il torneo si giocherà in 12 città, il tema comune di Euro2020 sarà l'unità". Così il direttore marketing Uefa, Guy-Laurent Epstein commenta la decisione di affidare a Martin Garrix la produzione dell'inno ufficiale del torneo che prenderà il via il prossimo 12 giugno. Il 23enne dj e produttore olandese è stato infatti nominato Official Music Artist di Euro2020 e ne ha dato l'annuncio mentre era headliner all'Amsterdam Dance Event, nella sua città natale, uscendo sul palco per il bis con la celebre coppa Henri Delaunay, che sarà assegnata al vincitore dell'Europeo. 

Il brano prodotto da Martin Garrix sarà eseguito, insieme a un famoso cantante per ora non annunciato, per la prima volta durante la cerimonia di inaugurazione del torneo, allo stadio Olimpico di Roma, appena prima dell'esordio degli azzurri di Roberto Mancini. "È un grande onore creare l'inno ufficiale e sono entusiasta di farlo ascoltare a tutti - ha dichiarato Garrix -. Il torneo avvicinerà più che mai i tifosi al calcio e spero che la mia canzone faccia sentire ogni cittadino europeo parte della manifestazione". 

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Da Atene 2004 a Roma 2020, questo momento rappresenta un cerchio che si chiude per il produttore olandese, che avrebbe iniziato a fare musica ispirato dal suo mentore e connazionale Tiesto e dalla sua esibizione durante la cerimonia di apertura dell'Olimpiade in terra greca. Nel 2016 la canzone dell'Europeo francese era invece stata affidata al dj francese David Guetta, in collaborazione con la cantante svedese Zara Larsson. Un pezzo che non è di certo rimasto negli annali delle competizioni calcistiche, spodestato nei ricordi musicali e di folklore legato all'edizione dalla danza dei giocatori islandesi, che si esibivano a fine partita in una particolare "Haka". 

A dire il vero non si ha memoria di un inno degli Europei degno di nota: alzi la mano chi si ricorda Endless Summer di Oceana (Polonia e Ucraina 2012), Can You Hear Me di Enrique Iglesias (Austria e Svizzera 2008) e Forca di Nelly Furtado (Portogallo 2004). Ben diversa sorte è invece stata riservata ai brani simbolo dei Mondiali, se si pensa a La Copa de La Vida di Ricky Martin a Francia ’98, il Waka Waka di Shakira e Wavin' Flag nel 2010 in Sudafrica,  We Are One di Pitbull in Brasile 2014 e la suggestiva Marcha del Mundial ’78, composta dal maestro Ennio Morricone per l'edizione argentina. Senza contare quelli che per noi italiani rimarranno gli inni del Mondiale per eccellenza: Notti Magiche della coppia Nannini-Bennato a Italia ‘90 e la non ufficiale Seven Nation Army dei The White Stripes, il coro da stadio più rock di sempre che ci ha accompagnati in capo al mondo in Germania nel 2006