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3x1. Massimo Pericolo, Speranza e Barracano sono in tour per l'Italia. Dopo Bologna, Firenze e Senigallia (Ancona), ieri sera hanno "spaccato" in un concerto rap vero e crudo di oltre due ore all'Alcatraz di Milano tutto esaurito. Le ultime tre date sono a Modugno (Bari, 16 novembre), Venaria Reale (Torino, 21 novembre) e Padova (6 dicembre). Insieme hanno da poco inciso il singolo "Criminali".

Questo 2019 è stato l'anno della svolta per Massimo Pericolo, nome d'arte di Alessandro Vanetti. Uscito di prigione dopo l'arresto per droga nel 2014 a 22 anni, il classe 1992 di Brebbia in provincia di Varese (dove si è trasferito all'età di 17 anni da Catania) ha sfogato tutta la propria rabbia nel suo album d'esordio "Scialla Semper": lo stesso nome dell'operazione anti-droga che lo aveva portato in carcere. Un successone per pubblico, critica e colleghi. Marracash (assente ieri) ha sentenziato: "Massimo Pericolo ha cagato a casa mia come Michael Jackson a casa di Chunk nei Goonies e ha cagato la strofa migliore del Machete Mixtape 4". Dove in "Star Wars", con Fabri Fibra, canta: "Mio figlio piuttosto che il rapper giocherà a calcio (gol)".
Dopo pochi mesi è già uscita una riedizione del suo primo disco in digitale, CD e vinile. Oltre alla droga e al carcere, altri temi ricorrenti sono l'amicizia, la vita in provincia, la povertà, la depressione, l'avversione alle forze dell'ordine e la sfiducia nelle istituzioni. Come ha spiegato in un'intervista televisiva a Daria Bignardi, non ha mai votato. Anzi, addirittura ha bruciato la propria tessera elettorale nel video del singolo "7 miliardi". Vietato ai minorenni su YouTube e votato dai tifosi del Monopoli come canzone che vorrebbero sentire allo stadio dopo i gol. Nel testo c'è anche un richiamo a sfondo calcistico: "Un processo, ma mica Biscardi. Zero calcio, solo calci".

In carcere accusati per droga erano finiti anche delle vecchie conoscenze della Serie A come il centrocampista colombiano Freddy Rincon (ex Napoli) e l'attaccante italiano Michele Padovano (ex Juve).
Massimo Pericolo ha parlato di calcio in un'intervista alla Gazzetta dello Sport: "Mio papà era tifoso dell'Inter e da piccolo anch'io, poi crescendo non ho più seguito molto. Però il tifo è una fede, ti aiuta ad andare avanti nella vita perché sai che le partite ci saranno sempre. All'inizio Cristiano Ronaldo ha avuto una storia difficile, soprattutto economicamente, ma poi ha dato una mano alla sua famiglia e a chi gli era vicino. Puoi avere tutti i milioni del mondo e fregartene degli altri: così non è stato per lui e non sarà per me. In quest'anno pazzesco mi è successo di tutto, ma non sono cambiato. La differenza è che ora mi mantengo facendo ciò che amo. Tanti dicono che i soldi non fanno la felicità, ma tutti sono felici di averli. Ora i ragazzini sognano di diventare rapper e non più calciatori. Il calcio è in tv, il rap sui social e quindi più sotto l'occhio dei giovani. Che vedono ragazzi come loro passare dal nulla all'avere tutto, chi non lo vorrebbe? Per giocare a calcio basta un pallone, per iniziare a fare il rapper aprire un canale su Youtube. Se poi hai talento e ti impegni, allora arrivi. Oggi il rap italiano è il calcio della musica".