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"Io non mi dimetto". Prevale l'orgoglio nelle parole di Walter Mazzarri allenatore sempre più in bilico e sempre più vicino al suo primo esonero in carriera. I risultati negativi dell'Inter, una squadra che appare slegata e un progetto tattico naufragato fino troppo presto sono le principali accuse mosse dall'ambiente nerazzurro al tecnico toscano che oggi, dopo la sconfitta contro la Fiorentina è tornato sotto processo.

FIDUCIA A TEMPO - Come riportato dai tre quotidiani sportivi nazionali, con la chiamata di ieri sera il presidente Erick Thohir ha concesso la fiducia al tecnico, ma resta una fiducia a tempo. Una fiducia su cui pesa, ovviamente anche l'aspetto economico. Esonerare Mazzarri costerebbe 10 milioni lordi di euro in virtù della clausola di buonauscita prevista nel suo contratto. La sfida contro il Napoli è già decisiva e se prevarrà l'aspetto economico nell'immediato, la società sta lavorando, comunque, per un cambio tecnico a fine stagione.

ZENGA IN PREALLARME - Secondo Tuttosport in caso di nuovo crollo o di una contestazione insostenibile la linea che sceglierà Thohir sarà quella "dell'Inter agli interisti". Walter Zenga è pronto subito, costa molto meno di Roberto Mancini ed è visto da tutti come un'icona dell'interismo nel mondo. Una mossa a lungo termine che ricompatterebbe almeno nei primi giorni, l'intera tifoseria attorno alla squadra. Il sogno, a fine stagione si chiama Diego Pablo Simeone, Sinisa Mihajlovic l'alternativa più realistica, ma non va tralasciata la pista Andrea Stramaccioni che nelle ultime interviste ha continuato a lanciare segnali positivi nei confronti della sua Inter.

MERCATO A GENNAIO - Per gennaio, infine, Thohir sta pensando a due colpi in grado di completare la rosa. Per la Gazzetta dello Sport sarà Andrij Yarmolenko il colpo ad effetto sugli esterni, mentre per Tuttosport e Corriere dello Sport sarà Roberto Firmino a completare l'organico nerazzurro con Fabio Borini che rimane staccato nelle preferenze per l'attacco.