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Un ordine di De Laurentis? Il tecnico è andato via per un malore? ”Sono tutti molto stanchi” è stata la scusante della società: il silenzio stampa del Napoli dopo l’Udinese non è affatto vincente e Mazzarri se ne frega anche dei doveri televisivi pagati profumatamente da tutti i tifosi abbonati Sky per le interviste in diretta.

Solo Lavezzi non perde la parola, tradendo gli ordini del cine-presidente e sfida: “Siamo vivi. Gol banale…? Vedremo il prossimo”. Promessa da dimenticatoio se la gente del San Paolo ha atteso un anno per rivedere un gol del Pocho. Lui però ammette: “Sono fuori dal tunnel, ma ho sempre dato tutto per questa squadra”. Vero, ma pocho.

Mazzarri è fuori dalla grazia di Dio. Sta scoppiando, non sopportando più la pressione di una piazza che giustamente vuole vincere. Per questo voleva andare via. Chissa se gli fa bene essere inserito tra i 50 tecnici candidati al Pallone d’oro al pari di Capello, Mancini e Allegri e Guidolin. Chi lo conosce bene dai tempi di Reggio Calabria sa che non resiste più di due anni.  E’ stato così in tutta la sua carriera.

E’ un tecnico da crisi del terzo anno, figuriamoci dovendo migliorare un terzo posto giocando al tempo la Champions. Troppo per chi come lui ha una carriera velocissima senza basi e senza esperienza.

Per contrasto adesso fa il Mourinho dei poveri, visto che De Laurentis non può permettersi niente di Special. E’ chiaro infatti che la sua fuga è studiata e strumentale: serve a tenere alta la tensione fino al ritorno con il City, sta arrivando la Juventus, a breve il Bayern potrebbe far esplodere il bubbone della coperta corta, come lui stesso ricorda.

Il Napoli è incompleto e inadeguato agli impegni di quest’anno: è scorretto però dirlo adesso.

Mazzarri doveva mettere subito le cose in chiaro. Aveva chiesto Criscito, Vucinic e Vidal, li ha persi tutti. Perchè non ha chiamato subito alle responsabilità di De Laurentis? Invece di perdersi in messaggi cifrati, come sempre la chiarezza è virtù dei forti.

Ora, invece, le sue dichiarazioni sono da ricovero e quindi ha provocato il silenzio stampa per non incartarsi. “E’ stato un male vincere contro Milan e Inter, abbiamo creato aspettative troppo alte” accusa il tecnico. Ma dire che Cagliari e Udinese sono più forti del Napoli fa ridere. Così come è da manicomio ammettere che “va bene se usciamo agli ottavi di Champion e chiudiamo il campionato al sesto posto”.

Solo un allenatore fuori di senno, può fissare traguardi così demotivanti sopratutto in una stagione così lunga.

Il Napoli fin allo scorso anno ha vissuto alla giornata, esprimendo il meglio della non-programmazione. Infatti da squadra istintiva ha fatto le cose migliori di getto. Quando quest’anno s’è cercata la qualità, passando da una impostazione all’impronta alla volontarietà della consapevolezza – possesso palla – la situazione è sfuggita di mano a tutti. Per inesperienza, mancanza di riferimenti e spessore.

Perchè non dirlo chiaro?

De Laurentis invece una volta s’accontenta del 5° posto, altra bestialità. Un’altra vuole vincere lo scudetto, figuriamoci. Ha puntato tutto sulla Champions per mettersi in tasca quanti più soldi possibile. E per tenere su l’ambiente prima ha detto che il Napoli s’era rafforzato per la Champions, poi ha detto che la Champions era solo un allenamento, quindi ridiventa una priorità quando c’è da pompare l’incasso.

Basta, dite la verità!

Chi spende i soldi che spendono i napoletani per Napoli-Bayern – oltre 2 milioni e mezzo di euro –  non può essere trattato così. Oltretutto si mandano in confusione i giocatori!

La verità infatti risiede in quell’incontro di Roma quando Mazzarri scese a patti con De Laurentis che aveva già in tasca la firma di Gasperini. Accettò di fare gli interessi del cine-presidente, non quelli di squadra e città. Ha accettato una campgna acquisti già fatta, con la sceneggiata Inler – già preso a gennaio 2011 – e l’ingaggio di Dzemaili ‘strappato’ al Parma per 10 milioni di euro. Lucarelli, Donadel, Santana, Ferdandez, Fideleff e per finire Pandev stanno tra le comiche e la panchina di chi non vuole vincere niente.

Questa è la verità.

De Laurentis non vuole vincere. Gli bastano gli incassi delle grandi attese e Mazzarri farà da capro espiatorio. Mazzarri lo sa e non riesce a starci. Come non riesce a gestire le critiche al suo fare. Una volta e per tutte, diciamo che questo Napoli fa e può fare solo il contropiede.

Può vincere se i tre attaccanti sono al massimo della forma ed ‘esce’ solo contro squadre che giocano a calcio perchè è più facile contrastare e ripartire che imporre il proprio gioco. Ha vinto contro Milan e Inter, per ragioni diverse (assenze e errori arbitrali). Ha sudato a Cesena e non solo per il caldo. Ha vinto meritatamente con l’Udinese che Guidolin sa inventare a prescindere dagli attori. Ma le assenze di Di Natale e Isla non si colmano.

Contro chi usa le stesse armi, il Napoli va in bianco: Chievo, Fiorentina, Parma, Cagliari.

Il calendario che De Laurentis criticò per gli impegni a cavallo della Champions, nel momento decisivo della stagione metterà di fronte chi lotta per la salvezza. Saranno dolori, Mazzarri lo sa e spera nel 6° posto. Una eresia come aver puntato tutto sull’Europa.

Al tecnico fin qui è andata bene perchè a nessuno dispiace far passerella nella vetrina più importante del calcio, sopratutto quando si cerca sistemazione. Ma con tutti questi presupposti non parliamo più di progetto, di crescita, di programmazione.

Il Napoli quest’anno aveva, ha, il dovere di giocare per lo scudetto. Non lo farà perchè non conviene a nessuno. A De Laurentis che avrebbe dovuto e dovrebbe a gennaio investire su giocatori di caratura internazionale. A Mazzarri che si brucerebbe subito come allenatore da top club.

Quindi l’attuale situazione è questa:

1. De Laurentis e Mazzarri, sono pronti a rifarsi la guerra. Come ammette l’allenatore non parlano di calcio da tempo. Meglio, perchè le divergenze sono troppe e aspre. Gli eventi diranno quando e se guardare al futuro, pieno di tante incognite sopratutto le conferme di Hamsik, Lavezzi e dello stesso Canani.

2. La squadra, inadeguata al doppio impegno, al di là di come finirà in Champions fin qui s’è retta sulla difesa, in primis le parate di De Sanctis come le prestazioni oltre i propri limiti di Cannavaro, Campagnaro e perfino Aronica.

3. Inler e Dzemaili hanno difficoltà a convivere. Sopratutto contro le piccole. Mazzarri li utilizza come doppioni sprecando il potenziale economico investito.

4. La preparazione atletica ha dato molti problemi. Mazzarri ha litigato subito con Pondrelli fino ad accusarlo di aver deciso lui il turn over col Chievo. I troppi infortuni (Lucarelli, Donadel, Santana, Britos, Lavezzi, Pandev, Cavani, Gargano) sono il sintomo di un malore diffuso: troppo stress e troppi equivoci.

5. La sorte ha avuto un ruolo fondamentale: fin da Cesena, passando per i 7 titolari assenti del Milan, le sviste arbitrali contro l’Inter, i gol divorati dalla Fiorentina, il rigore sperperato dal Bayern e le traverse di Cagliari. Cosa che mette tutti d’accordo perchè è meglio un allenatore fortunato che uno bravo.

Cos’altro deve accadere…? Non credo che dobbiamo ancora chiederci perchè Mazzarri è fuggito.