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Poche storie, non sarà crisi di gioco – la Lazio fa un bel calcio – ma di risultati lo è, eccome. Dopo le sberle rimediate con Milan e Galatasaray il pari casalingo col Cagliari, per di più rimediato in una furente rimonta dopo il doppio vantaggio sardo (Joao Pedro e Keita) che aveva ribaltato il gol di Immobile, va elogiato per lo spirito della squadra che ha giocato il miglio spezzone di partita proprio quando si è ritrovata sotto nel punteggio. E il gran gol di Cataldi, da poco subentrato a Leiva, è un giusto premio allo spirito battagliero della squadra. Detto questo tuttavia i difetti affiorati a Milano e ad Istanbul sono riemersi qua e là, evidentemente la lezione di Sarri non è stata ancora assimilata dai giocatori. Tutto quel portar palla e tentare improbabili penetrazioni centrali, sbattendo contro il muro di granito eretto dal Cagliari (a proposito, la mano dell’esordiente Mazzarri già si vede) ha finito per prosciugare forze ed idee alla Lazio. 

Risultato giusto, tutto sommato. Il Cagliari ha tenuto in allarme la Lazio per oltre un’ora di gioco, fiondandosi in contropiede furenti che hanno mostrato come il modulo di Sarri, se non applicato correttamente, comporti qualche problemi nelle coperture difensive. Il raddoppio dell’ex Keita è venuto su una magnifica iniziativa sulla sinistra di Joao Pedro, e però Keita, imbeccato sul dischetto, ha avuto tutto il tempo di controllare il pallone, passarselo dal sinistro al destro e centrare l’angolino basso della porta di Reina. Guadagnato il vantaggio la squadra di Mazzarri si è acquartierata negli ultimi venti metri e ha lottato su ogni pallone. Duelli rusticani si sono accesi in campo. ma mai cattivi, che l’arbitro Ghersini non sempre è riuscito a tenere a bada. 

Esordio sulla panchina del Cagliari per Mazzarri (dopo quasi due anni di autoesilio), Sarri in tribuna per squalifica, lo sostituisce il vice, Martusciello. Lazio col canonico 4-3-3- sarriano. La difesa titolare schiera Lazzari, Luis Felipe, Acerbi e Hysaj, il trio di mezzo è formato da Milinkovic Savic e Luis Alberto (chiamati al riscatto dopo le ultime prove sbiadite) e Leiva perno centrale, il tridente avanzato conta su Pedro e Anderson al largo e Immobile centravanti. Nel Cagliari Mazzarri abiura inizialmente il suo amato 3-5-2 e schiera la squadra a fisarmonica, difesa a quattro in fase di non possesso palla, con Caceres, Ceppitelli, Carboni e Lykogiannis, che ha il permesso di alzarsi quando il pallone ce l’hanno i compagni, sostenendo Dalbert, senza dimenticare di sbarrare la strada al razzente Lazzari. Sul fronte opposto Nandez presidia la fascia destra e dà una mano a Caceres che dopo appena 6’ finisce sul taccuino di Ghersini (fallo su Felipe Anderson). In mezzo agiscono Deiola e Marin appoggiandosi ai due esterni di ruolo, davanti incrocia l’unica punta, l’ex laziale Keita, con Joao Pedro in appoggio.

Inizio un po’ complicato per la squadra di casa l scorie della doppia batosta (Milan e Galatasaray) annebbiano un po’ riflessi dei ragazzi in biancoceleste. Il Cagliari fa in fretta a trovare le contromisure e le prime due occasioni da gol sono le sue, al 15’ Keita batte a colpo sicuro ma Luis Felice fa muro, sarebbe stato gol. L’azione era stata rifinita da Nandez, (una dinamo inesauribile) con un cross al bacio agevolato da una dormita di Hysaj. Sei minuti dopo è Lykogiannis ad imbeccare lungo Nandez da sinistra ma l’uruguagio fallisce il colpo di testa decisivo. Infine la Lazio, Ceppitelli salva al pelo su Immobile, la squadra di Sarri lievita nel palleggio stretto, Luis Alberto sale in cattedra e gioca di fino, la ricerca del varco giusto per vie centrali però favorisce la difesa del Cagliari. Quando il gioco si allarga sugli esterni invece il livello del pericolo di alza. Immobile non sembra ispirato, negli spazi stretti si sa è un po’ un pesce fuor d’acqua e Mazzarri difatti gli ha predisposto un acquario molto affollato, con Ceppitelli e Carboni belli stretti e Deiola e Marin a ridosso delle linea difensiva. Un sinistro forte ma centrale di Milinkovic Savic, parato da Cragno, un altro tiraccio del serbo che termina in curva sono il prologo al gol di immobile che arriva quasi allo scadere del tempo. Milinkovic Savic lavora alla grande un pallone sull’out di destra e calibra un cross morbido sul quale Immobile si avventa in anticipo su Carboni e infila di testa con un diagonale impossibile per Cragno. Lazio al riposo in vantaggio e fa una bella differenza.

Ripresa, neanche il tempo di annotare la ripersa del gioco e il delizioso uno-due fra Joao Pedro e Marin spedisce il brasiliano in gol, colpo di testa leggero e pallonetto che supera Reina 1-1. Il Cagliari in questa fase si spara le cartucce migliori, Nandez è un diavoletto assatanato che sulla fascia destra semina terrore fra gli avversari, al 13' scheggia la traversa con un tiro sottomisura Marin gli regge il gioco, Joao Pedro svaria qua è la imprendibile. Al 17’ sguscia via a sinistra e invita Keita, lasciato solo a centro area: controllo col destro, palla sul sinistro, di nuovo sul destro e tiro preciso preciso che fa secco Reina. Cagliari avanti 2-1. Sull’Olimpico scende il gelo e il pubblico rumoreggia. o La Lazio impiega qualche minuto per riordinare le idee, il Cagliari con l’ingresso in campo di Walukiewicz per l’ammonito Caceres, dietro è passato a alla difesa a cinque. E per la Lazio si fa dura anche tentare manovre di aggiramento del fortino cagliaritano. Col trascorrere dei minuti tuttavia la squadra di Sarri prende in mano il gioco e schiaccia l’avversaria negli ultimi venti metri di campo. Missile di Luis Alberto, respinto da Cragno, il portiere alla mezz’ora si supera su un sinistro filante di Immobile, con la mano di richiamo manda il pallone a scheggiare l’incrocio dei pali. Girandola di sostituzioni di qua e di là, la Lazio cresce e si danna alla ricerca del varco nel muro rossoblù. Al 38’, dopo una carambola fra Cragno e Milinkovic Savic, il pallone schizza verso Cataldi che sgancia un missile terra-aria e pesca il sette della porta sarda, imprendibile: 2-2. Finale thrilling con Zappa (subentrato a Dalbert) espulso al 3’ di recupero per doppio giallo. Le cose migliori, a conti fatti, la Lazio le ha mostrate quando, sferzata dal raddoppio del Cagliari ha messo da parte fronzoli e ricami di alta classe e si è gettata a muso duro all’attacco, cercando soluzioni di gioco verticali e sugli esterni, proprio come piace a Sarri. La domanda, cosmica, che si insegue diventa quindi: la Lazio ha gli uomini giusti per il gioco tutto affondi e proiezioni profonde del profeta toscano?





IL TABELLINO

Lazio-Cagliari 2-2 (1-0 primo tempo)

Marcatori: 45’ Immobile (L), 46’ Joao Pedro (C), 62’ Keita (C), 83’ Cataldi (L)

Assist: 45’ Milinkovic (L), 46’ Marin (C), 62’ Joao Pedro (C)

Lazio (4-3-3): Reina; Lazzari (74’ Marusic), Luiz Felipe, Acerbi, Hysaj; Milinkovic, Leiva (65’ Cataldi), Luis Alberto (88’ Akpa Akpro); Pedro (65’ Zaccagni), Immobile, Felipe Anderson (88’ Raul Moro). All.: Martusciello.

Cagliari (3-5-2): Cragno; Ceppitelli, Carboni, Lykogiannis (74’ Bellanova); Caceres (56’ Walukiewicz), Nandez, Marin, Deiola, Dalbert (56’ Zappa); Joao Pedro (88’ Pavoletti), Keita (74’ Pereiro). All.: Mazzarri.

Arbitro: Ghersini (sez. di Genova).

Ammoniti: 6’ Caceres (C), 42’ Luiz Felipe (L), 61’ Zappa (C), 83’ Mazzarri (C).

Espulsi: 90+3' Zappa (C).