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Tuttofare con licenza di offendere, Weston McKennie è arrivato nello scetticismo ma ha conquistato i tifosi della Juventus e Pirlo, fino a diventare un punto fermo per il tecnico bianconero. Mediano, mezzala, trequartista e anche esterno su entrambe le fasce, lo statunitense non si è risparmiato e si è adattato a ogni mutamento tattico e ha sempre risposto presente, convincendo la società anche ad anticipare allo scorso marzo il suo riscatto dallo Schalke 04 con un contratto firmato fino al 2025. Futuro blindato quindi? Niente affatto, perché sebbene McKennie non abbia addosso il cartello 'in vendita', non figura neanche tra gli incedibili della rosa e anzi, le sue buone prestazioni lo collocano tra i giocatori bianconeri con più mercato in vista dei prossimi mesi.
LE CONDIZIONI PER L'ADDIO - Un vero e proprio asset che ha estimatori soprattutto in Premier League, la Juve lo sa e per questo non pone il veto a una sua partenza dopo una sola stagione a Torino, tuttavia ci sono delle condizioni chiare da esaudire per rendere possibile questo scenario. La prima riguarda l'aspetto economico di un'eventuale operazione in uscita. Il riscatto anticipato mette i bianconeri nella condizione di avere controllo immediato sul futuro del giocatore e fornisce anche un quadro chiaro sulle cifre: McKennie è stato riscattato per 18,5 milioni di euro (pagabili in tre esercizi) e poco meno pesa attualmente a bilancio, a questa cifra vanno poi sommati gli oneri accessori che possono maturare fino a un massimo di ulteriori 6,5 milioni. Pertanto, tenendo a mente che l'obiettivo è comunque quello di iscrivere a bilancio una ricca plusvalenza in caso di cessione, la Juve valuterà offerte cash o di scambio con altri giocatori che si aggirino attorno a una valutazione di 30 milioni di euro. All'aspetto economico si aggiunge poi quello legato alle tempistiche con una data spartiacque: il 30 giugno, giorno di chiusura del bilancio. Le suddette condizioni economiche infatti si riferiscono a eventuali offerte che portino a una cessione del giocatore prima di quella data, così da poter iscrivere la plusvalenza nel bilancio corrente. Il discorso cambia radicalmente invece per eventuali offerte che dovessero arrivare dopo il 30 giugno e quindi portare a una cessione i cui effetti andrebbero a impattare sul bilancio che si chiuderà al 30 giugno 2022: in quel caso la Juve non avrebbe esigenze immediate e potrebbe ragionare più attentamente, anche con chi sarà alla guida della squadra il prossimo anno (Pirlo o altri) sulla possibilità di privarsi di un giocatore così duttile e prezioso alla sua prima stagione in Italia. Cifre e tempistiche: McKennie può partire, ma la Juve ha chiare in mente le condizioni per lasciare andare l'ex Schalke.